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Papa Francesco: “La pace è senza frontiere sempre, senza eccezioni”

È cominciato ieri pomeriggio a Madrid l’Incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio nello “Spirito di Assisi” sul tema “Pace senza confini”. Messaggio di Papa Francesco: “È insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie”. “La pace è senza frontiere. Sempre, senza eccezioni”

“Quello che stiamo vivendo è un momento grave per il mondo. Tutti dobbiamo stringerci – vorrei dire con un solo cuore e una sola voce – per gridare che la pace è senza confini, senza frontiere. Un grido che sale dal nostro cuore. È lì, infatti, dai cuori, che bisogna sradicare le frontiere che dividono e contrappongono. Ed è nei cuori che vanno seminati i sentimenti di pace e di fraternità”. È questo il “grido” di Papa Francesco risuonato ieri pomeriggio a Madrid, in apertura dell’’Incontro internazionale “Pace senza confini”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con l’arcidiocesi di Madrid. Oltre 300 leader delle grandi religioni mondiali insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni, si sono dati appuntamento in questi giorni a Madrid nello “spirito di Assisi” per una due giorni di confronto e dialogo sui temi della pace, dell’ambiente, dei poveri. Accolti al Palacio Municipal de Congreso dal cardinale Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid e dalla ministra del governo spagnolo Margarita Robles, alla cerimonia di apertura hanno preso la parola il presidente della Repubblica Centrafricana Faustin Archange Touadera,  il Rabbino Capo di Tel Aviv, Meir Lau, il Metropolita Hilarion del Patriarcato di Mosca, e Mohammad Al-Mahrasawi, cancelliere dell’Università Al Azhar (Egitto).

“È insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo – scrive il Papa -, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie”.

E incalza: “La casa comune non sopporta muri che separano e, ancor meno, che contrappongono coloro che la abitano. Ha bisogno piuttosto di porte aperte che aiutino a comunicare, a incontrarsi, a cooperare per vivere assieme nella pace, rispettando le diversità e stringendo vincoli di responsabilità. La pace è come una casa dalle molte dimore che tutti siamo chiamati ad abitare. La pace è senza frontiere. Sempre, senza eccezioni”.

L’incontro di Madrid si svolge in un momento in cui l’Europa è alle prese con una crisi delle migrazioni che la sta duramente mettendo alla prova. Porti chiusi, navi sequestrate, accessi negati. “Il problema non è l’esistenza dei confini”, osserva Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. “E’ invece come vivere le frontiere in un mondo, grande e talvolta terribile.

Spesso confini respingenti o impregnati di odio fanno a pezzi il mondo, creano un insidioso clima conflittuale”.

A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, nel 1989, ciò che più preoccupa – confessa Riccardi – è “una ripresa di prospettive nazionali antagoniste o nazionaliste, reazioni semplificate a una globalizzazione che appare minacciosa, semplificazione che sembra proteggere da problemi complessi. Non mi voglio abbandonare ad allarmismi”, dice. “Ma non si può vivere l’oggi con le sue sfide complesse senza il respiro umanesimo planetario”. E conclude: “I confini esistono, ma non possono diventare muri né disegnare il futuro. I credenti li superano con lo sguardo del cuore e con la parola del dialogo”.

Alla vigilia dell’incontro di Madrid, si è finalmente sbloccata nelle acque meridionali del Mediterraneo la vicenda della Ocean Viking. Il governo italiano ha infatti dato l’autorizzazione di far sbarcare a Lampedusa gli 82 migranti a bordo mentre Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo hanno aderito alla redistribuzione dei migranti a cura della Commissione europea. “Spero – ha commentato da Madrid , Filippo Grandi, Alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr) – che la facilità in cui sono avvenute le trattative, sia il preambolo verso un meccanismo prevedibile di sbarchi. Lo dico per il bene di chi è sulle navi della speranza”. “Potremmo – ha detto – porre fine alla perdita di tempo del discutere su chi deve farsi carico di chi e passare alle questioni più serie, alle emergenze che circondano il fenomeno della migrazione”. Grandi ha portato a Madrid il “grido” dei 71 milioni di persone che sono costrette a fuggire dalla loro terra. Sono profughi, richiedenti asilo, sfollati interni. Fuggono da guerre e povertà e “la risposta che diamo al fenomeno migratorio oggi è il barometro di una società sana ed una società sana è quella che sa essere inclusiva”, ha detto Grandi, aggiungendo: “attribuire uno stigma a chi fugge, oltre ad essere moralmente sbagliato, non ci aiuta a risolvere il problema”.

 

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