Abbonamento ad honorem

Se mai dovessimo istituire un “abbonamento ad honorem a ilPonte” il primo destinatario sarebbe certamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quando il sottosegretario Crimi minacciava tagli anche alla piccola editoria locale, il Capo dello Stato fu l’unica istituzione che alzò la voce e disse che la libertà di stampa è “un bene pubblico che va difeso”.

(Foto: Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Se mai dovessimo istituire un “abbonamento ad honorem a ilPonte” il primo destinatario sarebbe certamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quando il sottosegretario Crimi minacciava tagli anche alla piccola editoria locale, il Capo dello Stato fu l’unica istituzione che alzò la voce e disse che la libertà di stampa è “un bene pubblico che va difeso”. Qualche giorno fa ha incontrato i settimanali cattolici della Fisc e ha speso per tutti noi parole bellissime, ringraziandoci e invitandoci a continuare a “stimolare nei nostri concittadini la capacità critica degli avvenimenti e il senso di comunità, senza il quale un Paese non è più tale”. Parlando della stampa locale, “giornali di popolo, definizione che è molto bella, perché dà l’idea di quel che è la sua realtà da cui trae origine, in cui si esprime e a cui si rivolge”, Mattarella ha sottolineato come “i giornali locali sono quelli che hanno i lettori più esigenti” (parole sante!) perché “parlano di realtà che i lettori sovente conoscono direttamente”. Poi da acuto osservatore ha detto: “L’antidoto alle fake news è molto più forte, c’è una maggiore attendibilità nelle testate locali per l’informazione che viene fornita”. Musica celestiale per le nostre orecchie, ma anche forte impegno a continuare il lavoro di seria documentazione che accompagna ogni nostra inchiesta. Il secondo abbonamento ad honorem andrebbe al vescovo Francesco. E non è piaggeria. Appena inizia la campagna abbonamenti, è il primo che si presenta in redazione per rinnovare il suo (sì, non è omaggio) e vuole la ricevuta numero 1. Ci tiene così tanto a quella primogenitura che se per caso qualcuno è già passato, la segretaria realizza per lui un piccolo falso (lui lo sa). Ma non è solo questione di abbonamento, perché ad ogni richiesta della redazione si mostra pronto. Così alla fine dell’anno, risulta fra i collaboratori più solerti e puntuali. E anche di questo, giustamente, si vanta. Sabato scorso, all’incontro degli economi parrocchiali, ha suonato la sveglia invitandoli direttamente a risparmiare su altre voci, ma non su quelle dell’informazione. “In Diocesi ci sono tante cose belle e fra questa ilPonte, prezioso e importante. Sappiamo delle difficoltà della stampa locale, dunque attiviamoci a sostenerla concretamente”. Cari amici lettori, vi dirò che è bello lavorare, col Vescovo, per la propria Chiesa, anche se costa fatica e impegno. Senti di essere voce di un comunità cristiana, che, con la guida di Papa Francesco, cerca di testimoniare il Vangelo in un mondo che ormai non lo conosce più, a volte lo disprezza, tante volte lo nega distorcendo e utilizzando il messaggio di Gesù per altri scopi. Strumento evangelico e, come dice Mattarella “presidio di democrazia”.

(*) direttore “ilPonte” (Rimini)

Altri articoli in Italia

Italia