Conferenza mondiale fede e sport: mons. Sánchez de Toca (Pcc), “dare nuova vita allo sport”. L’esempio degli oratori italiani

“Siamo stati ispirati dalla visione di Papa Francesco di chiesa in uscita, dalla necessità di uscire dalle nostre comodità, e dalle sue parole ‘Mettetevi in gioco nella vita come fate nello sport’ “. Così monsignor monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura, intervenuto alla presentazione della prima conferenza mondiale su fede e sport, “Sport at the service of humanity”, che il Dicastero promuove da domani al 7 ottobre in Vaticano, spiega le motivazioni dell’iniziativa. “Il mettere insieme leader delle religioni e sportivi – prosegue – intende creare un’occasione per parlarsi perché entrambi possono imparare molto gli uni dagli altri. L’idea di fondo è lanciare un movimento e avviare non solo una discussione ma una vera azione per dare nuova vita allo sport intorno a sei principi base: compassione, rispetto, amore, illuminazione, equilibrio e gioia, caratteristiche che riguardano tutte le tradizioni religiose”. Sei principi guida che hanno già ispirato giovani, grandi atleti, club sportivi e organizzazioni che hanno dato vita all’ Humanity sports club: “Un movimento – precisa monsignor Sánchez de Toca – che già esiste virtualmente e che noi vogliamo lanciare”. L’inedito della conferenza è “parlare di sport e fede, di come le comunità di fede possano contribuire ad una cultura dello sport sano per il miglioramento della società nel suo complesso, sull’esempio degli oratori in Italia, esperienza unica nel suo genere”. Domani alla cerimonia di apertura con Papa Francesco ci saranno quattordici leader religiosi con i quali la Santa Sede intrattiene stabili rapporti di dialogo. Tra questi un delegato del patriarcato ecumenico di Costantinopoli e uno del patriarcato di Mosca, oltre all’arcivescovo di Canterbury Justin Welby che successivamente andrà con il Pontefice nella chiesa di San Gregorio al Celio per la celebrazione dei vespri. Presenti anche rappresentanti dell’ebraismo e dell’islam, oltre a delegati di altre realtà religiose, atleti e persone di fede al tempo stesso.

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