Conferenza mondiale fede e sport: Siddiqi (Football for Peace), “calcio insegna che siamo una sola famiglia”. No a violenza

“La diplomazia sportiva può veramente unire le persone, la piattaforma che abbiamo creato è necessaria per creare dialogo e per me condividere queste idee è un goal incredibile, lo sport può mostrare che fede e sport possono coesistere”. Lo ha detto Kashif Siddiqi, calciatore professionista, co-fondatore di Football for Peace, prendendo la parola alla presentazione odierna della prima conferenza mondiale su fede e sport, “Sport at the service of humanity” che si apre domani in Vaticano. “Abbiamo tanti problemi di mancanza di dialogo – ha osservato Siddiqi – le associazioni sportive devono utilizzare lo sport per costruire rispetto, comprensione, dialogo e per condannare la violenza nello sport e in tutti gli altri ambiti”. “Dimentichiamo – ha aggiunto il giocatore musulmano – che siamo parte di una stessa famiglia, quello che le squadre di calcio dimostrano con giocatori di tante etnie diverse. Lo sport non è una bacchetta magica ma può contribuire ad influenzare le relazioni diplomatiche, sociali, politiche e tra i popoli. Vogliamo un mondo di unità non di divisione”. “Assumersi dei rischi vuol dire avere coraggio, quello che accade anche nello sport”, ha detto Christian Deuringer, director global brand management di Allianz, partner fondatore della conferenza. “Per questo Allianz, da dieci anni partner del Comitato parilimpico, ha scelto lo sport come linguaggio”.

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