Monsignor Galantino: migranti, “serve con urgenza una strategia di sistema che coinvolga tutti i Paesi europei”

“Nel 2015 178mila cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana” e “oltre 800mila studenti nelle nostre scuole” hanno permesso “di salvare, soprattutto nei piccoli centri 3000 classi e 35mila posti di lavoro degli insegnanti”. Lo ha ricordato oggi monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel suo intervento a una tavola rotonda organizzata a Roma dalla Cisl sul tema “Migranti: dai muri all’accoglienza e all’inclusione nell’Europa dei diritti”. Poi l’invito a non commettere, però, “l’errore di guardare a questi nostri fratelli esclusivamente come numeri”. “Neppure – ha aggiunto – parliamo solo di lavoratori, quasi piegando l’immigrazione solo a un funzionalismo economico. Dovremmo piuttosto tutti imparare a parlare di ‘mobilità umana’ e non di immigrazione riferendoci a queste persone, a questi nostri fratelli, come una dimensione della rigenerazione del nostro Paese. L’emigrazione è solo un aspetto della loro vita che è piena di progetti personali e familiari, attese per il loro futuro e per quello dei loro figli”. Dietro i migranti “ci sono storie e insegnamenti di cui tutti dovremmo beneficiare, per la nostra crescita umana e anche spirituale”.
Monsignor Galantino ha avvertito: “Non illudiamoci, però – lo ripeto ancora – non possiamo pensare di realizzare questo disegno con la sola accoglienza. La vera frontiera oggi è la completa integrazione. Per questo in Italia emerge la necessità di una legge specifica proprio sull’integrazione. Magari puntando sulla valorizzazione delle competenze degli immigrati: molti di loro quando arrivano nel nostro Paese sono laureati, tecnici, professionisti in molti settori”. Secondo il presule, “estremamente bella e apprezzabile è stata, ad esempio, l’estensione da parte del nostro Governo del bonus cultura anche ai diciottenni immigrati, come l’iniziativa del ministero dell’ Interno di istituire borse di studio per rifugiati nelle nostre Università”. Ma “l’Italia, indubbiamente, da sola non ha la forza di rispondere efficacemente a questa sfida davvero troppo grande. Mentre noi siamo al lavoro sul fronte dell’emergenza in mare, con lo straordinario lavoro svolto dalle nostre forze dell’ordine per salvare i migranti, e con proposte concrete per la gestione dell’emergenza, dall’altro lato arrivano da Strasburgo risposte troppo tiepide e non definitive. Serve con urgenza una strategia di sistema che coinvolga tutti i Paesi europei sotto un’unica regia impegnata nel trovare soluzioni condivise e durature rispetto ad un problema che diventa ogni giorno più stringente”.

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