Monsignor Galantino: migranti, superare “l’indifferenza” liberandoci “da deformanti e disinformate equazioni”

“Fare un passo avanti nel superamento di ciò che prima di tutto uccide il nostro essere persone: l’indifferenza”. Lo ha chiesto oggi monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel suo intervento a una tavola rotonda organizzata a Roma dalla Cisl sul tema “Migranti: dai muri all’accoglienza e all’inclusione nell’Europa dei diritti”. “L’indifferenza, prima di tutto, prima di ogni legge o attività di qualsiasi soggetto – ha sostenuto il presule -, impedisce la nostra apertura verso un’altra persona, la nostra capacità di commuoverci alla vista della sofferenza umana, il lasciarci coinvolgere dal destino altrui, la nostra capacità di piangere con chi sta piangendo, la nostra disponibilità a venire incontro alla persona addolorata per sollevare le sue angosce e asciugare le sue lacrime”. Per il segretario generale della Cei, “solo se diventeremo capaci, tutti, di guardare al fenomeno immigratorio liberandolo da deformanti e disinformate equazioni saremo davvero in grado di guardare e agire la storia e la nostra contemporaneità a partire dalla prospettiva di ‘quelli che non ce la fanno’. È questa la sfida più importante che deve interrogare oggi ciascuno di noi”.

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