Camerun: Caritas, un dispensario medico per il carcere di Batouri

Il carcere di Batouri, in Camerun, è una tortura costante e a tutto campo. Nato per ospitare un centinaio di detenuti, ne contiene 480 tra i quali 50 minorenni. Pochi i servizi, pochissimo lo spazio fisico, l’aria e il cibo a disposizione. Inesistenti le norme igieniche e men che mai i servizi sanitari. Tanto che se si finisce nel braccio di Batouri è quasi certo che malattie, infezioni e virus porteranno alla morte. Per questo la diocesi di Batouri e la Caritas hanno ideato un progetto che la campagna Cei “Il diritto di rimanere nella propria terra”, ha deciso di sostenere. A raccontare come si vive a Batouri, e perché è necessario costruire un dispensario medico e un pronto soccorso sanitario, è il responsabile del progetto, padre Jean Louis Abanda Abanda. Le malattie più comuni, che diventano incurabili in carcere, spiega il sacerdote, spaziano dalla semplice diarrea o dissenteria, all’Hiv e all’Aids. Padre Jean Louis ha elaborato un modello di micro-realizzazione (subito selezionato da Caritas, Focsiv e Missio che si occupano della gestione della Campagna Cei) che prevede la collaborazione delle Formazioni sanitarie cattoliche (Fosaca) del Camerun con il carcere di Batouri. Queste dieci unità sanitarie sono una sorta di ambulatorio che la Chiesa locale ha posto nella diocesi per far fronte ad emergenze come la tubercolosi o la lebbra e per assistere il disagio dell’handicap, che altrimenti sarebbe ignorato. Il progetto di padre Jean Louis, presentato alla Cei, comprende la costituzione permanente di uno stock di medicinali salvavita, un sistema di visite mediche e di controlli costanti. E un elemento in più: un progetto per coltivare un orto, come fonte di sostentamento per i carcerati. E’ possibile versare un bonifico bancario a favore di Caritas italiana, tramite Banca Popolare Etica, Codice IBAN: IT29U0501803200000000011113, E Codice BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A.

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