Hotspot: Oxfam, un dossier sui centri di Pozzallo e Lampedusa

Un ragazzino di undici anni e altri minori non accompagnati trattenuti nell’hotspot di Pozzallo da oltre due mesi: la denuncia arriva dal team mobile di assistenza promosso da Oxfam Italia insieme alla Diaconia valdese e all’associazione Borderline Sicilia ed è contenuta nel dossier “Hotspot, il diritto negato”. Il team, attivo nell’ambito dell’iniziativa OpenEurope, è costituito da un operatore socio-legale e da un mediatore linguistico-culturale ed offre assistenza legale, informazione e supporto ai migranti respinti dagli hotspot e per questo esclusi dal sistema di accoglienza per richiedenti asilo. Nel dossier, pubblicato oggi, si sottolinea tra l’altro come “i respingimenti collettivi di migranti e il loro trattenimento prolungato negli hotspot di Pozzallo e Lampedusa violino la normativa internazionale sull’asilo e abbiano creato in questi mesi una vera e propria emergenza sul territorio siciliano”. Infatti “la sola questura di Agrigento ha emanato decreti di respingimento per 1426 persone da settembre a gennaio, e di queste solo 311 sono finite in un Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Tutte le altre sono state messe per strada con un foglio che li invita a lasciare il territorio nazionale entro sette giorni”. Tenuto conto che tali persone non hanno né i mezzi economici né i documenti necessari per tornare nei loro Paesi anche se lo volessero, il risultato – conclude il dossier -è che andranno a ingrossare le fila degli irregolari senza nessuna prospettiva.

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