Monsignor Galantino: ai volontari, “offrite relazioni nuove e pulite per un mondo più bello”

Inaugurazione Casa Italia, Cracovia

(dagli inviati Sir a Cracovia) “Offrite quello di cui oggi c’è estremamente bisogno ovvero relazioni nuove, belle e pulite e entusiasmanti. Relazioni che sappiano costruire un mondo diverso, più bello e non quello che stiamo registrando in questo periodo”. È quanto ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, parlando con i giovani volontari italiani che prestano servizio presso “Casa Italia”, la struttura voluta dalla Conferenza episcopale, al centro di Cracovia, per dare un punto di incontro e accoglienza ai gruppi italiani che stanno arrivando per la Gmg. “Casa Italia” è stata inaugurata ieri dallo stesso Galantino con una messa nella vicina chiesa dei Bernardini, trasmessa in diretta su Rai Uno. Al taglio del nastro il segretario della Cei ha consegnato ai giovani volontari una bandiera tricolore donata a “Casa Italia” dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. “Voi volontari – ha detto Galantino – vi mettete in gioco per venire incontro alle esigenze dei giovani in arrivo. Lavorate con il sorriso, fate esperienze costruttive anche per la società e per la Chiesa”. Per il segretario della Cei “i volontari stanno dando una grande testimonianza specie a coloro che fanno fatica a mettersi in cammino in un mondo che sembra porre ostacoli continuamente. Mi piacerebbe – ha aggiunto – che la biografia dei volontari fosse conosciuta un po’ di più. La vostra esperienza di volontari deve essere posta accanto a quella di tanti altri ragazzi che purtroppo non hanno la fortuna di essere qui anche per non avere ricevuto la testimonianza giusta per rimettersi in gioco”. Riferendosi alla Gmg che si aprirà ufficialmente martedì 26 luglio, mons. Galantino ha detto che “i giovani sono felicemente imprendibili, carichi di entusiasmo. Chi arriva qui a Cracovia conosce bene la realtà del suo Paese di provenienza e non potrà che portare, al suo ritorno, una sola parola quella di Cristo, che è parola di pace”. Un impegno che riguarda anche quei giovani che non sono partiti per la Gmg ma che “da casa possono sin da ora fare da ponte per far ricadere sul territorio ciò che a Cracovia si sta vivendo”.

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