Seminario Quarenghi: i Cav alleati della donna per scegliere la vita

Nella terza giornata di lavori al Life Happening dei giovani del Movimento per la vita che si sta svolgendo questa settimana alla Colonia San Benedetto a Cetraro (Cosenza), i protagonisti della giornata di ieri mercoledì 27 luglio sono stati i volontari dei Centri di aiuto alla vita, che hanno spiegato ai giovani il funzionamento delle strutture di aiuto alla vita e condiviso le loro storie e le loro esperienze. Ne dà notizia una nota stampa. Tre gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata: Giuseppe Grande, vicepresidente del Mpv e coordinatore di Sos Vita, Bruna Rigoni, vicepresidente Mpv italiano e Matteo Cioè, responsabile del servizio Sos Vita web. “Il nostro è un volontariato di accoglienza”, ha detto Giuseppe Grande presentando l’attività di Sos Vita. La rete è contattabile per telefono (800.813.000) o via internet (www.sosvita.it) per offrire assistenza alle donne nel caso di una gravidanza indesiderata. Come ricordato da Grande, la rete “conta 20 operatori web (più altri in formazione), 30 volontari telefonici”, in supporto ai 345 Centri di Aiuto alla Vita operanti in tutta Italia, a loro volta parte di una rete di 1.800 centri in tutto il mondo, coordinati da una federazione mondiale, la Heartbeat International. “I nostri volontari – ha concluso Grande – fanno una vera attività di peacekeeping, perché accolgono una donna, una mamma, e insieme a lei anche il figlio. Non ci mettiamo contro le donne, come qualcuno sostiene, noi restiamo accanto alle donne”. Bruna Rigoni, vicepresidente del Mpv, rivolgendosi ai giovani presenti in sala, li ha avvisati che questo impegno significa anche “fare i conti con i fallimenti”. E’ quindi fondamentale “l’umiltà, unitamente alla collaborazione di diverse sensibilità”. In ogni caso, questo tipo di volontariato permette di “vivere accanto a persone reali, con problemi reali, un’esperienza che ci rende parte di un disegno provvidenziale, in cui noi siamo quel piccolo tassello che serve per completare il mosaico”. Decisivo, a questo proposito, tenere conto “delle tre cose più importanti: saper accogliere, saper ascoltare, saper abbracciare”.

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