Ecomafia: Grasso, ecoreati in Cp un fatto storico

(DIRE-SIR) – Dal punto di vista degli strumenti giuridici, il Rapporto ”Ecomafia 2016” di Legambiente “ricorda la storica introduzione nel codice penale, ad opera della legge 68 del 2015, di fattispecie incriminatrici che puniscono gli eco-reati”. Pietro Grasso, presidente del Senato, lo dice nel suo intervento alla presentazione di ”Ecomafia 2016”, il report di Legambiente sulla criminalità ambientale. “I dati segnalati sembrano confortare rispetto all’efficacia della via intrapresa – spiega Grasso – perché indicano, da una parte, che aumentano le denunce e gli arresti (grazie al prezioso lavoro della magistratura e della polizia giudiziaria specializzata) e, dall’altra parte, che diminuiscono gli illeciti ambientali perché le imprese di fronte a un rischio penale consistente sono meno tentate di ricorrere all’illegalità ambientale”. Sul piano legislativo “ricordo altri due recentissimi importanti provvedimenti – prosegue il presidente del Senato – il cosiddetto collegato ambientale (legge 221 del 2015), che promuove misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali; e la riforma delle agenzie ambientali regionali approvata dal Parlamento in via definitiva il 15 giugno scorso, che permetterà controlli ambientali più omogenei, trasparenti ed efficaci sul territorio e migliorerà la prevenzione e la repressione degli eco-reati”. Però “resta molto da fare”, avverte Grasso, “punire i responsabili dei crimini ambientali è necessario, ma non basta: occorre che l’ambiente ferito sia ripristinato e riportato allo stato precedente”.
In questo senso, “penso alle demolizioni, che purtroppo in Italia ancora spesso non vengono eseguite, tanto che fa notizia l’iniziativa di quei sindaci o di quei magistrati che ordinano la distruzione di manufatti abusivi a distanza di decenni dalle sentenze- dice Pietro Grasso, presidente del Senato- penso alla necessità di un programma nazionale di bonifica dei territori inquinati che continuano a immettere veleni nell’acqua, nell’aria e negli alimenti. Penso alla difesa del nostro straordinario patrimonio agro alimentare, che è una risorsa ambientale, culturale ed economica per il Paese”.

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