Madre Teresa: mons. Echevarría (Opus Dei), “vedeva nell’umanità una famiglia”

“La canonizzazione della beata Teresa di Calcutta è una festa per la Chiesa e per tutta l’umanità. Fin dalla sua morte, la figura spirituale di questa donna straordinaria si è man mano ingigantita a beneficio delle anime”. Lo afferma il prelato dell’Opus Dei, monsignor Javier Echevarría, in occasione della canonizzazione di madre Teresa di Calcutta. “Quelle volte in cui ho incontrato madre Teresa – aggiunge – notavo che la sua figura si andava incurvando man mano che passava il tempo, come ci succede con l’avanzare dell’età. La sua particolare vocazione di missionaria della carità di Dio la portava di continuo a curvarsi spiritualmente per accogliere una persona abbandonata o per curare le ferite del corpo e dell’anima. Ed era come se questo ‘curvarsi’ spirituale verso il povero e il malato stesse divenendo anche fisico”. Secondo il prelato dell’Opus Dei, “la vita di Teresa di Calcutta ci parla anche dell’unità esistente tra l’azione e la preghiera. Il suo sguardo prediletto verso gli abbandonati si alimentava durante i lunghi periodi di orazione davanti all’Eucaristia”. Ella, osserva monsignor Echevarría, “vedeva nell’umanità una famiglia e nel mondo una casa comune della quale una persona onesta non si deve disinteressare. “Per molti cristiani – conclude il prelato dell’Opus Dei – la sfida sarà quella di trasferire lo zelo apostolico di santa Teresa di Calcutta negli spazi in cui trascorre l’attività ordinaria: piegarsi, mettersi al servizio degli altri e comunicare così il Vangelo e la Carità di Cristo a tutti gli ambienti: in poche parole, come dice Papa Francesco, saperci strumenti dell’affetto di Dio per tutti gli esseri di questa terra”.

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