Madre Teresa: p. Kolodiejchuk (postulatore), “una santa per tutti”. Il suo messaggio è “Calcutta è ovunque”

“Calcutta del mio cuore” ma soprattutto “Calcutta è ovunque”. Questo, per padre Brian Kolodiejchuk, superiore generale dei Padri Missionari della carità, postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, è “il suo vero messaggio”. Intervenuto alla conferenza stampa in vista della canonizzazione della Beata, oggi nella sala stampa della Santa Sede, padre Kolodiejchuk ha osservato: “E’ giusto che Madre Teresa venga canonizzata in questo anno della misericordia perché era molto consapevole della necessità della misericordia di Dio. Proprio la povertà interiore che riconosceva in se stessa la portava a dire ‘Calcutta del mio cuore’ e ‘Calcutta è ovunque’”. “Consapevole del suo bisogno di perdono – ha ricordato il postulatore – era pronta a offrire a tutti perdono e misericordia invitando anche all’umiltà di dimenticare” perché “non c’è perdono completo se non si dimentica”. La beata si accostava regolarmente alla confessione, “non come routine ma come incontro con la misericordia di Dio”. “Il diavolo – diceva – odia Dio, e quell’odio in azione ci fa vivere nel male”. La sua grande capacità di perdono, ha spiegato ancora il postulatore, dipendeva anche dal suo lungo periodo di oscurità spirituale “che la costringeva a dipendere completamente dalla misericordia del Signore”. Nel 1943 “fece il voto di non rifiutare mai Gesù e di non dire mai no a tenebre e oscurità, una piccola parte di quella che era stata la sofferenza del Signore sulla terra”. “In questo sì di Madre Teresa – la precisazione di p. Kolodiejchuk – c’è la sua santità e la sua fede cristiana”. “Una santa per tutti, per i poveri e per i ricchi, per il nostro tempo così pesantemente devastato da tanta violenza e aridità del cuore” perché mostra “che il male può essere perdonato e che grazie alla mano misericordiosa di Gesù l’oscurità può essere superata”.

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