Myanmar: card. Bo (Yangon), “lavoreremo per la pace e il dialogo tra religioni”

“Il nostro Paese ha bisogno di pace”. Esordisce così il cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangon, in una lunga intervista al Sir in cui racconta le aspettative dei 700.000 cattolici del Myanmar in vista della visita di Papa Francesco dal 27 al 30 novembre, per poi proseguire in Bangladesh fino al 2 dicembre. “I nostri cattolici hanno un grande amore nei confronti di Papa Francesco – dice il card. Bo – e credono che verrà come pellegrino di pace per dare inizio ad una nuova alba di pace. Il Papa è un leader mondiale, la sua visita in questa terra aiuterà altre persone religiose, specialmente la maggioranza buddista, a comprendere meglio la Chiesa. Di questi due temi – amore e pace – c’è molto bisogno a tutti i livelli: famiglia, comunità, nazione. La nostra gente ha un ricco patrimonio etnico e molti sono stati discriminati. Tanti sono rifugiati e sfollati. Perciò la presenza del Papa sarà una guarigione per il nostro amato popolo”. Il Papa incontrerà in Myanmar anche i monaci buddisti (la religione di maggioranza è il buddismo theravada) e altri leader religiosi. “Il suo messaggio sarà: come le religioni possono unirsi per costruire la pace – precisa il card. Bo -. Sono molto fiducioso che la sua personalità e il suo messaggio scioglieranno i cuori delle persone intransigenti che abusano della religione, e riuscirà a renderla invece uno strumento di pace”. Dopo la sua visita, anticipa l’arcivescovo di Yangon, “la Chiesa in Myanmar lavorerà sodo per mettere in campo iniziative interreligiose. Lavoreremo per la pace e l’amicizia tra le comunità. La Chiesa cattolica ha conquistato la fiducia di tutte le comunità e può mobilitarle ai fini della pace”.

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