Fede e cultura: Milano, “Dialoghi di vita buona”. Mons. Tremolada, “corpo e anima sono un tutt’uno”, sono una identità

Il mondo della cura, in tutte le sue dimensioni e in tutti i suoi significati, è stato il filo conduttore del secondo incontro dell’edizione 2016/17 dei “Dialoghi di vita buona” che si è tenuto ieri sera al Teatro Studio Melato di Milano. Nati per iniziativa del cardinale Angelo Scola e del filosofo Massimo Cacciari, i “Dialoghi di vita buona” rappresentano ormai un appuntamento fisso che coinvolge diverse realtà culturali, sociali ed economiche di Milano. Nel corso della serata, condita da alcuni momenti musicali ad opera di Paolo Jannacci, hanno preso la parola, tra gli altri, il rettore dell’Università di Milano Bicocca, Cristina Messa, lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, Sandro Antoniazzi della Fondazione San Carlo e il vescovo ausiliare di Milano, monsignor Pierantonio Tremolada. Proprio quest’ultimo, che ricopre l’incarico di delegato per la scuola e la pastorale universitaria della Conferenza episcopale lombarda, ha riassunto in questi termini il suo pensiero: “Il corpo non è una parte di noi separata dall’anima – ha spiegato Tremolada -, ma si tratta di parti che rappresentano un tutt’uno. A dispetto di quello che si crede, questo dualismo anima-corpo non è di stampo biblico, perché per la Bibbia noi non abbiamo un corpo, bensì siamo un corpo”. Secondo mons. Tremolada anima e corpo sono, dunque, “in costante rapporto. Non sono mai l’uno contro l’altro. Il corpo dell’uomo rappresenta molto più del suo fisico. Perché contiene un’identità, una relazione e un’espressione di sé. In altre parole – ha affermato mons. Tremolada – ci consente di comunicare agli altri quello che non sanno di noi”.

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