Obolo di San Pietro: mons. Becciu, “la solidarietà non conosce confini”

I donatori 2.0 dell’Obolo di San Pietro – che possono donare via telefono o inviando la propria offerta direttamente al Santo Padre oppure, grazie al nuovo sito, donare online tramite bonifico bancario e carta di credito – provengono da tutto il pianeta con una quota significativa di fedeli italiani, statunitensi e tedeschi. Il 28% risiede in Italia, il 25% negli States e il 22% in Germania. Più bassa la percentuale di donazioni on-line che arriva da Brasile, Francia, Spagna e dal resto dell’America Latina (circa il 15%). Una quota minore copre il resto d’Europa e alcune zone di Africa, Asia e Oceania. È quanto rende noto l’apposito ufficio dell’Obolo in una nota diffusa oggi, alla vigilia della secolare colletta che si svolgerà in tutte le chiese italiane domenica 25 giugno, in occasione della Giornata per la carità del Papa. “Lo sguardo di quanti hanno effettuato donazioni in favore dell’Obolo di San Pietro – si legge ancora nella nota – è rivolto principalmente alle vittime dell’indifferenza globale: i poveri, i senzatetto, chi fugge dai conflitti, dalla carestia e dall’indigenza. Alcuni fedeli, ad esempio, chiedono di assistere i bambini siriani di Aleppo o i rifugiati che scappano dalla guerra civile in Somalia, scoppiata nel 1991 e tuttora in corso. Altri sottolineano la necessità di realizzare opere di misericordia come ospedali o scuole in Terra Santa”. “Il donatore dell’Obolo – afferma il sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede, l’arcivescovo Angelo Becciu – è un cittadino globale e questo significa che la solidarietà non conosce confini. Invito i fedeli a scoprire le attività dell’Obolo di San Pietro e a riflettere sui messaggi del Santo Padre visitando il sito e i profili social”.

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