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Ucraina: card. Sandri a chiesa greco-cattolica, “vi porto vicinanza Papa Francesco”. Mons. Shevchuk, “comunità internazionale in silenzio dinanzi al dramma del nostro popolo”

Card. Sandri accolto in cattedrale a Kiev da fedeli in costume tradizionale

“Papa Francesco mi ha personalmente esortato a portarvi la sua vicinanza, il suo abbraccio, la sua preghiera, insieme alla sua Benedizione. Egli vi rassicura che non siete soli, che avete un posto speciale nel suo cuore”. Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella Divina Liturgia per la Solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli celebrata ieri a Kiev, nella cattedrale arcivescovile Maggiore della Resurrezione, una delle tappe della sua visita in Ucraina (11-17 luglio). “Il Santo Padre – ha aggiunto il prefetto rivolgendosi ai fedeli che affollavano la cattedrale – vi ringrazia anche per la preghiera che avete offerto secondo le sue intenzioni durante il grande pellegrinaggio da poco compiuto nella Basilica di san Pietro per celebrare i 150 anni dalla canonizzazione di san Giosafat: martire per amore di Dio, martire per l’unità della Chiesa, che vogliamo seguire non arrendendoci dinanzi ad ogni difficoltà o potere umano che ci vuole togliere la speranza, di una vita giusta e onesta con la collaborazione e la conversione di tutti, di una patria rispettata nella sua integrità e riconciliata al suo interno nelle sue diverse anime e componenti”. Il card. Sandri, a nome di Papa Francesco, ha consegnato la medaglia del IV anno di Pontificato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina che ha ringraziato il porporato ricordando che “la comunione non è una realtà che possa essere definita soltanto da un canone o da una norma, ma si riferisce al corpo vivente di Cristo che è la Chiesa. La presenza dell’inviato del Santo Padre è per la Chiesa greco-cattolica ucraina un segno profondo dell’amore che Papa Francesco continua a custodire per il nostro popolo e un balsamo che viene versato sulle ferite dei cuori. Siamo qui a pregare anche per i nostri fratelli della Chiesa ortodossa: ci nutriamo dello stesso Corpo di Cristo, ma non lo possiamo ancora fare dallo stesso altare. Vogliamo però testimoniare con gioia, ancor più in questo giorno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, che la comunione con il Santo Padre è fonte di benedizione, come sperimentiamo noi che continuiamo a sentire la sua vicinanza e il suo affetto anche quando il resto della comunità internazionale rimane in silenzio dinanzi al dramma del nostro popolo”.

Al termine della Divina Liturgia, il prefetto ha reso omaggio alla tomba dove è sepolto cardinale Lubomyr Husar, morto poche settimane fa. Insieme al nunzio e all’arcivescovo maggiore, il cardinale Sandri si è poi trasferito in volo a Kharkiv dove, accolto dall’esarca mons. Vasil Tuchapets e dal vescovo ausiliare della diocesi latina mons. Jan Sobilo, ha visitato la struttura della Caritas diretta dalla Chiesa greco-cattolica dove si svolgono attività di accoglienza di bambini e adulti sfollati dopo l’inizio dei combattimenti del 2014, dalle zone di Donetsk, Lugansk e Sloviansk per la maggior parte. Ad essi, più di 40.500 in tre anni, grazie alla collaborazione di 72 impiegati e 53 volontari, oltre che al supporto di diverse Caritas nazionali ed altri organismi anche non ecclesiali, è stato garantito l’aiuto, per l’assistenza umanitaria, l’accompagnamento psicologico e sociale.

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