Papa Francesco: udienza, “sono un uomo di primavera o di autunno, con la faccia dei peperoncini all’aceto?”

(L'Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

“Io sono un uomo, una donna, una ragazza, un ragazzo, di primavera o di autunno? La mia anima è in primavera o è in autunno?”. Lo ha chiesto, a braccio, il Papa, rivolgendosi ai 7mila fedeli presenti oggi in Aula Paolo VI per l’udienza generale. “Sono una persona che aspetta il sole, Gesù, o di autunno, con la faccia verso il basso, amareggiato, con la faccia dei peperoncini all’aceto?”, ha proseguito Francesco ancora fuori testo: “Ognuno risponda nel suo cuore”. “Essere cristiani implica una nuova prospettiva: uno sguardo pieno di speranza”, ha spiegato il Papa: “Qualcuno crede che la vita trattenga tutte le sue felicità nella giovinezza e nel passato, e che il vivere sia un lento decadimento. Altri ancora ritengono che le nostre gioie siano solo episodiche e passeggere, e nella vita degli uomini sia iscritto il non senso. Ma noi cristiani non crediamo questo. Crediamo invece che nell’orizzonte dell’uomo c’è un sole che illumina per sempre. Crediamo che i nostri giorni più belli devono ancora venire. Siamo gente più di primavera che d’autunno: scorgiamo i germogli di un mondo nuovo piuttosto che le foglie ingiallite sui rami. Non ci culliamo in nostalgie, rimpianti e lamenti: sappiamo che Dio ci vuole eredi di una promessa e instancabili coltivatori di sogni”.

 

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