Cile: arcidiocesi Santiago, 500 persone hanno “abbracciato” i detenuti di San Miguel

Oltre 500 persone si sono riunite ieri intorno al carcere di San Miguel per un abbraccio simbolico alle persone private della libertà. I detenuti, molto commossi, hanno risposto dall’interno sventolando foglietti di carta e stracci bianchi. È l’iniziativa che si è svolta a Santiago del Cile, organizzata dalla pastorale sociale e dalla Caritas dell’arcidiocesi e numerose organizzazioni cattoliche, per ricordare le 81 vittime dell’incendio nel carcere di San Miguel nel 2010. Si è trattato, spiega una nota dell’arcidiocesi, “di un gesto di giustizia, pace e solidarietà”. Erano presenti molti familiari delle vittime dell’incendio del 2010. “Questo abbraccio – ha detto monsignor Jorge Concha, vescovo ausiliario di Santiago e responsabile della pastorale sociale – vuol dire che ci facciamo carico, che prendiamo consapevolezza e riconosciamo la realtà del carcere non solo a parole. Ci mobilitiamo perché ci sia maggiore giustizia, fraternità e dignità nelle carceri del Cile”. Mons. Concha ha espresso preoccupazione per “la situazione dei bambini e delle famiglie delle persone private della libertà: soffrono la disgregazione, l’abbandono, la distruzione delle proprie vite, a livello psicologico e sanitario, e di quelle dei familiari”. Durante la sua visita in Cile nel gennaio 2018 Papa Francesco si recherà anche in un carcere femminile.

 

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