Insegnanti religione: Cei, “favorire i processi di incontro, dialogo e integrazione”

“Riteniamo che si debbano potenziare gli elementi, già presenti nelle indicazioni scolastiche, di conoscenza delle religioni e delle culture diverse da quella cristiana e cattolica, allo scopo di favorire, a partire dalla scuola, i processi di incontro, di dialogo e di integrazione del numero ormai ampiamente significativo di immigrati nel nostro Paese”. È quanto si legge nella “Lettera agli insegnanti di religione cattolica” scritta dalla Commissione episcopale per l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza episcopale italiana in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. “Il mutato contesto sociale e culturale” fa nascere la necessità di “uno sguardo aggiornato”. Due i dati che vengono evidenziati: “Si conferma l’alta percentuale di avvalentisi – nel 2015-2016 nelle proporzioni dell’87,9% nelle scuole statali -”, mentre “si registra una certa difformità di percentuale di avvalentisi tra grossi e piccoli centri, tra Sud e Nord, tra i diversi ordini e gradi di scuola”. E se da un lato “l’elevata percentuale degli avvalentisi conferma la validità di consentire agli studenti italiani una conoscenza sicura di ciò che il cattolicesimo rappresenta non solo per i credenti ma per tutta la nostra tradizione”, dall’altro lato c’è “preoccupazione che tutti gli studenti siano effettivamente raggiunti dalla possibilità di acquisire un’adeguata formazione culturale in materia religiosa”. “Questo – si osserva – non potrà avvenire recando pregiudizio all’Irc, ma piuttosto promuovendone un maggiore apprezzamento”.

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