Sierra Leone: Unicef, sono bambini un terzo delle vittime e la metà dei 6.000 sfollati. Presto milioni di rifugiati climatici?

“Mentre l’uragano Harvey spaventa il Texas e fa parlare il mondo intero, in Sierra Leone il bilancio dei danni provocati della recente alluvione continua a peggiorare. Le ondate di fango e le alluvioni hanno spazzato via interi villaggi, colpendo circa 6.000 persone di cui si stima che quasi la metà siano minori. Le famiglie sono in agonia, delle 1.000 vittime stimate dall’Ufficio della sicurezza nazionale della Sierra Leone un terzo sono bambini. Tra i sopravvissuti molti bambini hanno perso uno o entrambi i genitori, non hanno una casa in cui poter tornare e sono circondati solo da morte e distruzione”. Lo ricorda oggi il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini. L’Unicef sta lavorando insieme al governo della Sierra Leone per rintracciare i familiari dei bimbi rimasti soli, sta ospitando centinaia di minori nei rifugi e negli spazi a misura di bambino. “Dobbiamo evitare che siano vittime di malattie e sfruttamento”, precisa Iacomini. L’Unicef cita un rapporto sulle migrazioni in cui mettevano in guardia sui rischi riguardanti di 100 milioni di persone in Africa Occidentale e Centrale, che vivono in città a meno di 1 metro al di sopra del livello del mare, un dato destinato a raddoppiare entro il 2050.
“L’aumento previsto del livello del mare, collegato al surriscaldamento globale e alle gravi inondazioni e siccità di questi anni mettono queste popolazioni seriamente a rischio – ricorda Iacomini -. È un problema che la comunità internazionale dovrà seriamente prendere in considerazione: questa situazione non solo potrebbe causare milioni di ‘rifugiati climatici’, ma scatenare anche tensioni sull’accesso alle scarse risorse idriche e alimentari. Un vero e proprio inferno”.

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