Conflitto israelo-palestinese: mons. Ortega (nunzio Iraq-Giordania), “possibile rilanciare dialogo tra le parti”

“Per risolvere le crisi e i conflitti in Medio Oriente occorrono dialogo e negoziati e non scelte unilaterali imposte con la forza”. In questa prospettiva “importante sarebbe la soluzione del conflitto israelo-palestinese”. È quanto ha affermato mons. Alberto Ortega, nunzio apostolico in Iraq e Giordania, nel suo intervento alla conferenza internazionale di Acs che si è svolta oggi a Roma, nella quale è stato presentato il progetto di ricostruzione dei villaggi cristiani della Piana di Ninive liberati dopo l’invasione dell’Isis. “Dopo vari anni di stallo, segnati da una crescente tensione tra le parti, sembra che ultimamente si possa rilanciare la sfida del dialogo israelo-palestinese”. Una sfida, ha sottolineato il nunzio, dove “le iniziative unilaterali non aiutano. ‘Due popoli due stati’ è la soluzione auspicata dalla Santa Sede come unica via per arrivare a una pace stabile. Le due parti devono trovare negoziando direttamente tra loro, con l’appoggio della comunità internazionale, un compromesso giusto che tenga conto delle legittime aspirazioni dei due popoli e permetta rapporti di buon vicinato tra Israele e mondo arabo”. Altro conflitto centrale per il Medio Oriente, secondo mons. Ortega, è quello siriano definito “una guerra per procura” dietro la quale si cela “il secolare conflitto tra sciiti e sunniti”. Il nunzio ha ricordato che anche per la Siria, “la Santa Sede ha ripetutamente chiesto alle forze impegnate il rispetto del diritto umanitario e la fine del conflitto militare” a favore della “strada del dialogo”. Per migliorare la situazione regionale che vede anche l’Iraq in grave instabilità a causa della guerra contro Isis, il nunzio vaticano ha ribadito “la protezione delle minoranze, il rispetto del diritto di cittadinanza, l’autonomia e la mutua collaborazione tra le comunità religiose, il dialogo interculturale e interreligioso, l’educazione”. Elementi che potrebbero contribuire a fare del Medio Oriente “luogo di convivenza pacifica e costruttiva tra le sue diverse componenti”.

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