Notizie Sir del giorno: Papa in Cile, Tusk su Brexit, assassinio Ivanovic, situazione in Congo, Giovanni XXIII a Bergamo e Sotto il Monte

Papa in Cile: “lottate e lavorate per questo nuovo Cile”. La richiesta di “perdono” per gli abusi

“Lottate e lavorate per questo nuovo giorno, per questo nuovo Cile, perché vostro sarà il regno dei cieli”. È la parafrasi delle beatitudine in salsa cilena, proposta da Papa Francesco alle centinaia di migliaia di fedeli che hanno partecipato in mattinata alla messa nel parco O’Higgins di Santiago, prima celebrazione eucaristica della tappa cilena del suo 22° viaggio apostolico. “Di fronte alla rassegnazione che come un ruvido brusio mina i nostri legami vitali e ci divide – ha ricordato Francesco – Gesù ci dice: beati quelli che si impegnano per la riconciliazione”. (clicca qui)
Nelle prime parole ufficiali pronunciate dal suo arrivo in Cile, Francesco ha fatto riferimento anche al tema della pedofilia. Durante l’incontro con le autorità, nel palazzo presidenziale di Santiago, il Papa ha affermato che “non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa”. “Desidero unirmi ai miei fratelli nell’episcopato, perché è giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perché ciò non si ripeta”. (clicca qui)

Ue: Tusk al Regno Unito, se non cambiate idea, dal marzo 2019 sarete un Paese terzo. Ma la porta resta aperta

(Strasburgo) Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, non si rassegna, e lascia aperta la porta dell’Unione europea a un possibile ripensamento del Regno Unito sul Brexit. È uno degli elementi che risalta dal dibattito svoltosi in mattinata nel corso della plenaria dell’Europarlamento, durante il quale Consiglio e Commissione (presente il presidente, Jean-Claude Juncker) hanno discusso con gli eurodeputati dei negoziati in corso per il divorzio da Londra. Tusk ha ribadito che se Londra non dovesse cambiare le proprie posizioni, dalla fine del marzo 2019 “sarà un Paese terzo” rispetto al resto dell’Ue. Sulla stessa linea si attesta Juncker, che però si dice scettico sul fatto che il governo di Theresa May innesti la retromarcia rispetto al Brexit. (clicca qui)

Kosovo: ucciso leader dei serbi Ivanovic. Mons. Gjergij (Pristina), “violenza non risolve niente e crea solo nuove ferite”

(Sofia) “È una notizia che ci addolora, un fatto triste perché niente e nessuno può giustificare la morte”: è il commento di mons. Lush Gjergij, vicario generale della diocesi di Prizren-Pristina, rilasciato al Sir sull’uccisione di Oliver Ivanovic, uno dei leader politici serbi del Kosovo. “Speriamo che il caso venga risolto presto, è una sfida per la giustizia e lo stato di diritto, perché la violenza è inaccettabile indipendentemente da quale parte venga”. “Per ora non si può escludere né ipotizzare niente”, afferma mons. Gjergij riguardo le diverse ipotesi sull’autore dell’uccisione. (clicca qui)

Lettonia: traduzione in lettone del documento “Dal conflitto alla comunione”. Mons. Stankevics, crescere nell’ecumensimo

È stato presentato a Riga, a pochi giorni dall’inizio della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, la traduzione in lettone del documento “Dal conflitto alla comunione”, testo congiunto del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e della Federazione luterana mondiale. La traduzione è stata curata da Daiga Vīndedze, come parte della tesi di laurea, e il testo è stato edito dalla casa editrice Ihtis. Alla presentazione, l’arcivescovo cattolico Zbigņevs Stankevics ha affermato che “è necessario distinguere tra le reali differenze” dove trovare un punto comune, e dove “in linea di principio, la verità è la stessa, ma solo diversamente formulata. In quest’ambito, nel rispetto e nell’accoglienza reciproca, dobbiamo crescere”. (clicca qui)

Repubblica democratica Congo: p. Tacchella (missionario), “situazione peggiorata ma cattolici coraggiosi e coerenti”

“La situazione è peggiorata in questi ultimi tempi. La Chiesa ha preso posizione in maniera forte. Nel 2016 si era impegnata in una mediazione verso una transizione pacifica, che ha prodotto l’Accordo di San Silvestro. Accordo che non è stato rispettato. Per questo motivo ha manifestato il 31 dicembre 2017”. Padre Eliseo Tacchella, missionario comboniano a Butembo, nell’est del Congo, dove è stato fino ad un mese fa dopo 30 anni di presenza nel Paese, descrive in un’intervista al Sir la situazione di tensione tra Chiesa cattolica e governo nella Repubblica democratica del Congo, dopo la repressione delle manifestazioni pacifiche il 31 dicembre in varie città del Paese. La nunziatura, in una circolare interna indirizzata ai vescovi, riferisce padre Tacchella, “appoggia il diritto a manifestare. Negli ultimi tempi il nunzio sta facendo denunce molto forti. I cattolici stanno portando avanti una linea coerente. La Chiesa sta chiamando la gente ad una contestazione pacifica e non violenta. Il card. Monsengwo sta facendo un lavoro eccellente, che riflette i bisogni della società e gli umori della maggioranza della popolazione. Ha coraggio”. (clicca qui)

Antisemitismo: mons. Spreafico (Cei), il pregiudizio antiebraico? “Non è per nulla morto”

“L’antisemitismo e il pregiudizio antiebraico, che oggi si sposa a volte con l’antisionismo, non è per nulla morto. Basti pensare che il World Jewish Congress ha contato nel 2016 sul web ben 382mila post antisemiti, uno ogni 83 secondi. Non credo che coloro che li hanno postati siano tutti atei”. Fa questa premessa monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, per spiegare al Sir l’importanza che riveste oggi la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. Viene celebrata tutti gli anni dalla Chiesa italiana il 17 gennaio (alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani) e nel 2018 è arrivata alla XXIX edizione. (clicca qui)

Diocesi: Bergamo, l’urna con il corpo di Giovanni XXIII sarà in diocesi dal 24 maggio al 10 giugno. Il vescovo Beschi, “una gioia grande e una grazia speciale”

“Ringraziamo Papa Francesco per questo gesto di amore paterno nei confronti della nostra diocesi di Bergamo. È per noi una gioia grande e una grazia speciale”. Così il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, commenta il ritorno nella sua terra di san Giovanni XXIII. L’urna contenente le sue spoglie mortali saranno infatti a Bergamo dal prossimo 24 maggio per poi essere trasferite il 27 maggio a Sotto il Monte, paese natale del “Papa buono”, dove rimarranno fino al 10 giugno. La prima tappa della presenza dell’urna del Papa Giovanni XXIII sarà nel carcere di via Gleno; tra le numerose celebrazioni in programma anche una veglia per i giovani. (clicca qui)

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