Cinema: morto don Majer, storico direttore del Sas e dell’Acec. Don Bianchi (Acec), “è stato un prete di frontiera”

“Don Emilio Majer è stato un ‘prete di frontiera’ sul versante della comunicazione”. Sono le parole di don Adriano Bianchi, presidente dell’Associazione cattolica esercenti cinema (Acec), nell’accogliere la notizia della scomparsa, oggi, di don Emilio Majer, “il prete del cinema” di Bergamo, storico direttore del Servizio assistenza sale (Sas) della cittadina lombarda dal 1965 al 2008, nonché presidente dell’Acec dal 1981 al 1999. “Don Emilio ci teneva molto – ha aggiunto don Bianchi – che anche i giovani preti fossero introdotti all’arte cinematografica, che riteneva fondamentale per il loro cammino di formazione”.
Come ricorda la nota stampa dell’Acec, don Emilio Majer è stato promotore dei cineforum nelle Sale della comunità lombarde, organizzando numerosi incontri alla settimana sul territorio. E proprio riguardo all’attività cineforiale, don Majer era solito sottolineare: “Se in chiesa parla solo il sacerdote nelle sale dei nostri oratori parla anche la gente. C’è dialogo e questa è un’occasione preziosa per pre-evangelizzare. Molto spesso ho visto partecipare ai cineforum, anche attivamente, persone che non avevano mai messo piede in chiesa”.
Cinema, dunque, come spazio di incontro e dialogo, scoperto sin dall’inizio del ministero sacerdotale. “Come prete – diceva sempre don Majer – sono partito da un cinema considerato ricreazione e divertimento per scoprirne poi la componente culturale e pastorale. A Gandino, dove ero curato nel ’45, ho cominciato con il cineforum in una sala senza vetri per via di uno scontro tra partigiani e repubblichini e la gente veniva al cinema portandosi un mattone riscaldato per non gelare”. Il segretario generale dell’Acec, Francesco Giraldo, ricordando don Emilio Majer, ha dichiarato: “Sotto la scorza di un carattere apparentemente ruvido si celava un’umanità sensibile e una fede inquieta di chi è sempre alla ricerca di risposte mai consolatorie, come era del resto per i film che don Emilio prediligeva”.

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