Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “la nostra città vive in un’apnea. Trovare insieme vie di giustizia e solidarietà”

“La nostra città vive in un’apnea o limbo, che sembra non avere sbocchi positivi di superamento, per cui predomina la rassegnazione, che si traduce in stagnazione sotto tanti punti di vista e tarpa le ali della speranza di una ripresa che stenta a decollare. Ma soprattutto impedisce di superare la semplice e pure necessaria risposta alle emergenze e puntare su una progettualità di più ampio respiro”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, presiedendo nell’ultimo giorno del 2017 la celebrazione del “Te Deum”. Riferendosi alle “crescenti situazioni di povertà”, l’arcivescovo ha rilevato che “interpellano la Chiesa, ma anche la società politica, il mondo del lavoro e dell’impresa, per trovare insieme vie di giustizia e di solidarietà, così da affrontare la crisi partendo da questi valori fondamentali”. Al termine dell’anno civile, mons. Nosiglia ha voluto “ringraziare il Signore per l’ordinazione di tre sacerdoti e, recentemente, di cinque diaconi permanenti”, per “l’assemblea diocesana, dedicata ai giovani, e la conseguente lettera pastorale, che hanno tracciato il cammino di questi prossimi anni”, per la “visita pastorale, che continua, di settimana in settimana” e per quanti “si adoperano per amare gli altri, mostrando, con la gratuità del dono di sé, la forza della fede e del Vangelo”. Dall’arcivescovo anche l’“appello agli enti privati e pubblici , proprietari di appartamenti” perché possano “venire incontro alle esigenze” di “quelle famiglie o persone che, a causa della carenza di lavoro, non riescono a pagare l’affitto e rischiano lo sfratto per morosità incolpevole”. Nosiglia ha anche richiamato “la tragedia di piazza San Carlo, che resta una ferita ancora aperta nel cuore stesso della città e dei suoi abitanti”. E ha concluso dicendosi “certo che la fede in Cristo e i valori umani, culturali e sociali, di cui è intrisa la vita e la storia della nostra città sono una riserva aurea alla quale possiamo attingere, per guardare al futuro con speranza e fiducia”.

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