Pace: mons. Battaglia (Cerreto Sannita), “la nostra Chiesa non sarà neutrale di fronte al male”

“Crediamo nella pace e crediamo soprattutto che è il Signore che costruisce la pace e che ognuno di noi può fare la sua parte, ognuno di noi è chiamato a essere artigiano di pace, costruttore di pace, operatore di pace”. Lo ha detto ieri sera mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, al termine della Marcia diocesana per la pace, conclusa con il battesimo di Monday Destiny Lorenzo, Gnaiwu Unique Daniela, Fredrick Victoria e Daudu Tunde, quattro bambini stranieri, a San Lorenzo Maggiore. Quella auspicata dal vescovo, durante l’omelia, è una Chiesa chiamata ad abitare il territorio con la propria presenza. “Sperare contro ogni speranza – ha affermato – significa continuare a gettare il seme anche quando tu non vedi nascere il fiore. E quello che noi stiamo gettando stasera e in questi giorni, in questo tempo, sono soltanto dei semi, ma sono semi che danno senso al nostro credere, al nostro cammino, al nostro viaggio, al nostro esserci. Siano benedetti questi semi”. Nel consegnare ai presenti tre immagini tratte dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, che si è celebrata ieri – lo sguardo, le mani e il cantiere -, il vescovo ha definito “coraggioso” quel testo. “È un messaggio che va controcorrente, è un messaggio alternativo alle logiche del nemico, dello scarto e dell’indifferenza. Propone quattro verbi che io voglio consegnare a tutti noi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. E, se volete, è il significato del Battesimo di questa sera. Noi, come comunità, stiamo accogliendo questi quattro bambini che sono icona di tutti coloro che stanno arrivando da lontano e chiedono dignità, diritti. Il Battesimo significa accogliere, celebrare il Battesimo significa proteggere cioè prendersi cura”. In conclusione, la richiesta da parte del vescovo di un impegno alla comunità. “La Chiesa, questa Chiesa, questa nostra Chiesa, non sarà neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua via non è la neutralità, ma la giustizia”.

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