Carceri: don Grimaldi (ispettore cappellani), “bisogna avere il coraggio di investire sui detenuti”

Un appello al mondo dell’imprenditoria e dell’economia “ad avere il coraggio di investire su chi, per svariati motivi, ha sbagliato ed è in carcere” è stato lanciato oggi da don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri, che ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione di “Liberi nell’arte”, un progetto di reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti attraverso l’arte. Questa iniziativa, ha spiegato, “offre una risposta concreta e rappresenta una provocazione affinché i sogni di reinserimento dei carcerati non siano seppelliti”. L’iniziativa infatti, oltre a promuovere quattro momenti artistici all’interno di istituti di pena, minorili e non, prevede l’istituzione di borse di studio e di lavoro. Si tratta, ha sottolineato don Grimaldi, “di un messaggio forte a coloro che hanno la possibilità di fare una scelta coraggiosa perché non abbiano paura di investire su questi giovani”. Anche i detenuti, ha ricordato il sacerdote, “portano in sé dei sogni che vorrebbero realizzare e hanno bisogno di qualcuno che scommetta su di loro, che sono fasce deboli”. Don Grimaldi chiama in causa tutti, in primis la Chiesa. “Con il Sinodo, la Chiesa vuole interrogarsi su cosa i detenuti chiedono alla comunità ecclesiale”, ha detto l’ispettore generale dei cappellani, evidenziando che “una Chiesa in uscita deve entrare nelle carceri”. E il Sinodo, ha concluso, “è per anche per chi è fuori dal recinto della Chiesa ed è alla ricerca del vero volto di Dio”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori