Germania: Caritas, “la povertà spesso ha un volto femminile”. Dati e proposte

Il rischio di povertà per le donne è ancora ben al di sopra di quello degli uomini: è l’analisi critica della situazione sociale tedesca proposta dalla Caritas tedesca (Dcv), insieme con l’Associazione per il lavoro sociale per donne e ragazze (In Via) e il Servizio sociale delle donne cattoliche tedesche (Skf). In un meeting svoltosi ieri a Berlino, le tre organizzazioni hanno evidenziato che “la povertà spesso ha un volto femminile” e “la povertà inizia per le donne spesso nell’ambito familiare con l’impedimento di un proprio sviluppo professionale, o a causa di una paga così bassa da non permettere a un single di avere l’indipendenza economica”. Secondo le tre associazioni tutto questo nonostante “le donne continuino a sopportare in misura significativamente maggiore le funzioni di cura e assistenza”. I congedi parentali e la cura dei parenti fanno sì che le donne spesso possano essere impiegate solo part-time o in mini-jobs non potendo così “raggiungere una indipendenza economica tale da produrre pensioni ragionevoli o addirittura a raggiungere proprio la pensione”. La malattia, la morte del coniuge, separazioni e divorzi porta spesso a crisi finanziarie: “Il ritorno al lavoro delle donne è ancora ostacolato da stereotipi di genere tradizionali nelle aziende e nelle famiglie”, afferma Renate Jachmann-Willmer, direttore esecutivo della Skf federale. Inoltre, il salario nelle professioni di assistenza e cura in cui lavorano per lo più donne, deve essere significativamente aumentato.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori