Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Manovra, oggi per il ministro Tria primo test europeo. Indonesia, sepolture di massa, c’è rischio epidemie. Macedonia, flop Referendum

Manovra. Per il ministro Tria primo test europeo

La riunione di oggi dell’Eurogruppo in Lussemburgo sarà il primo faccia a faccia fra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i partner europei. Un incontro in cui il titolare di via XX Settembre dovrà cominciare a spiegare i numeri del Documento di Economia e Finanza e a illustrare le misure che il Governo intende mettere nella Legge di Bilancio in grado di sostenerli. Compito non facile per chi sperava di sedersi ai tavoli europei per far accettare un rapporto deficit/pil non superiore all’1,6% e che invece dovrà convincere i ministri finanziari degli altri Paesi che lo sforamento al 2,4% sarà compensato da una maggiore crescita e da quella che il vicepremier Luigi Di Maio ha definito “il più grande piano di investimenti della storia italiana”. L’impresa europea del governo italiano appare oggi tutto in salita alla luce anche delle recenti dichiarazioni dei commissari Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis che già hanno richiamato al rispetto delle regole.

Indonesia. Sepolture di massa, c’è rischio epidemie. Oltre 1200 morti

Sono 1.203 i corpi finora ritrovati tra Palu e Donggala, sull’isola indonesiana di Sulawesi, colpita venerdì scorso da due terremoti e uno tsunami. Lo riferisce l’ong indonesiana Aksi Cepat Tanggap. È stato quindi deciso di provvedere a sepolture di massa per evitare malattie e l’inevitabile sensazione che alla fine le vittime si conteranno a migliaia. A due giorni dal terremoto di magnitudo 7.5 e dallo tsunami che hanno colpito la costa occidentale del centro dell’isola di Sulawesi, in Indonesia continua la corsa contro il tempo dei soccorritori, nella speranza di trovare ancora in vita persone sotto le macerie. È successo con almeno una ventina di superstiti, ma decine di chilometri di fascia costiera in direzione dell’epicentro non sono ancora stati raggiunti dalle squadre di soccorso.

Pd. In 70mila in piazza a Roma, manifestanti chiedono “Unità”

Il Pd ha manifestato in piazza del Popolo a Roma. “Unità, unità, unità”, ha urlato il popolo Dem. A dare lo spunto è stato il primo oratore, Federico Romeo, il minisindaco di Val Polcevera a Genova, dove è crollato il Ponte Morandi, che ha invitato il Pd a lavorare in Parlamento unito per presentare emendamenti al decreto Genova che raccolgano le istanze del territorio. I manifestanti Dem, al momento del comizio del segretario Maurizio Martina, erano 70.000. A indicare questa cifra sono stati gli organizzatori della manifestazione.

Macedonia. Flop referendum su accordo con la Grecia. Ue e Nato più lontane

In Macedonia è fallito il tanto atteso referendum sull’accordo con la Grecia per il nuovo nome del Paese ex jugoslavo (Macedonia del Nord). Ma il premier socialdemocratico Zoran Zaev, europeista convinto e grande fautore della consultazione, pur avendo subito una sconfitta politica, non si scoraggia e promette di continuare a battersi per garantire al Paese balcanico l’integrazione in Nato e Ue. L’affluenza alle urne non ha raggiunto il quorum del 50% più uno e a metà dei voti scrutinati, si sa che oltre il 90% dei votanti ha scelto il cambio di nome. Contrari all’accordo erano l’opposizione conservatrice e il presidente Gjorgje Ivanov, che ha invitato al boicottaggio del referendum. Pur favorevoli a Ue e Nato, ritengono infatti l’intesa con Atene anticostituzionale e dannosa agli interessi nazionali della Macedonia. La comunità internazionale infatti aveva posto il sì all’accordo con la Grecia come condizione per una accelerazione del cammino della Macedonia verso l’adesione a Unione europea e Nato. E a sostegno del premier Zaev e della sua politica di integrazione euroatlantica si erano recati a Skopje numerosi leader politici e personalità internazionali quali Angela Merkel, Federica Mogherini, Sebastian Kurz, Jens Stoltenberg, James Mattis.

Marzabotto. Ministro Esteri tedesco, “dolore e vergogna davanti alle vittime”

Ritrovarsi in uno dei luoghi simbolo dell’orrore nazifascista per rinnovare l’amicizia tra popoli, celebrare la pace ed esorcizzare colpe troppo recenti per non pesare. Ha usato la parola “vergogna” il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas alla commemorazione per il 74esimo anniversario dell’eccidio nazifascista di Marzabotto. “Con profondo dolore e grande vergogna mi inchino davanti alle vittime e ai loro familiari”, ha detto, aggiungendo che “se i populisti predicano nazionalismo, noi vogliamo adoperarci per una maggiore libertà, maggiore rispetto, maggiore amicizia italo-tedesca”. Anche il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi ha invitato tutti a non disperdere i valori dell’Unione europea. A Marzabotto nell’autunno del ‘44 furono sterminate dalle truppe tedesche in ritirata verso Nord 770 persone tra cui oltre 217 bambini. Non solo Marzabotto fu palcoscenico dell’orrore: in una settimana, dal 29 settembre al 5 ottobre del ‘44, a Marzabotto e nei paesi limitrofi furono sterminate oltre 3mila persone negli eccidi del Monte Sole.

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