Vescovi Toscana: presentata “La forza della parola”. Affinati, “fa seguito alla preghiera del Papa a Barbiana che ha messo fine alla stagione dei fraintendimenti su don Milani”

(Firenze) Parte da un ampio approfondimento sul valore formativo della parola la Lettera pastorale dei vescovi toscani, “La forza della parola” (Edizioni Dehoniane Bologna), su comunicazione e formazione a cinquant’anni dalla morte di don Lorenzo Milani, presentata questo pomeriggio a Firenze presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale. Nel portare il suo saluto, il preside mons. Basilio Petrà, si è detto particolarmente lieto di ospitare un’iniziativa di questo livello in un luogo come la Facoltà teologica in cui è vissuto e sperimentato il fascino della parola. Alla presentazione, moderata dal direttore del “Corriere Fiorentino”, Paolo Ermini, è intervenuto, dopo il cardinale Giuseppe Betori, lo scrittore Eraldo Affinati, autore tra l’altro del volume “L’uomo del futuro”, incentrato sulla figura di don Milani, ma anche del libro “Il sogno di un’altra scuola. Don Lorenzo Milani raccontato ai ragazzi”, uscito proprio in questi giorni. Per Affinati “parlare di don Milani significa parlare di uno dei più importanti personaggi del Novecento: sacerdote, educatore, ma anche scrittore, un ribelle, ubbidientissimo. La Lettera dei vescovi toscani fa seguito alla preghiera del Papa nel cimitero di Barbiana che ha messo fine alla stagione dei fraintendimenti su don Milani”.
Affinati ha poi preso spunto dai luoghi milaniani, da quelli dell’infanzia a quelli dell’azione pastorale di sacerdote, attraverso i quali si capisce la sua attenzione ai poveri. Uno scarto simbolico tra il tavolo di Montespertoli e il tavolo di Barbiana: un tavolo di legno pregiato dove Lorenzo cenava servito dai camerieri e dall’altra il tavolo di legno grezzo della scuola.

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