Beato Odorico da Pordenone: mons. Moraglia (Venezia), “merita la canonizzazione, attuale per il dialogo tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese”

“La missione, l’evangelizzazione, l’annunciare il Vangelo è nel Dna della Chiesa; la Chiesa, infatti, è strutturalmente missionaria e la missione la costituisce. È impensabile una Chiesa che esista e solo dopo, in un secondo momento, sia mandata in missione”. Lo ha detto il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, presidente della Conferenza episcopale Triveneta, nell’omelia della messa che ha celebrato sabato scorso a Udine, nella chiesa del Carmine, dove si trova l’arca marmorea che accoglie le spoglie del beato Odorico da Pordenone, in occasione dei 700 anni dell’inizio del suo viaggio missionario in Cina. “Che il beato Odorico meriti il titolo di santo ne sono convinti quanti ne conoscono la vita di preghiera e di austerità. Addirittura per un certo periodo si ritirò in solitudine e condusse vita eremita; fu poi evangelizzatore intrepido, tutto dedito alla missione”, ha aggiunto il presule. Ricordando che “partire a quel tempo per un tale viaggio verso la misteriosa Cina supponeva il dono totale di sé”, il patriarca Moraglia ha evidenziato che “lo scopo era missionario, annunciare il Vangelo, incontrare anime, instaurare nuovi rapporti con popoli e culture allora del tutto sconosciute per far conoscere Gesù Cristo”. “Qui sta la grandezza evangelica del beato Odorico e l’attualità della causa di canonizzazione sia per l’esemplarità della vita sia per il dialogo oggi in corso fra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese. Sono trattative delicate per dirimere questioni inerenti l’Associazione patriottica cattolica cinese e la Chiesa cattolica detta ‘sotterranea’, la questione della nomina dei vescovi, in cui è in gioco la libertà stessa della Chiesa”.

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