Gerusalemme: scoperta iscrizione. Padre Alliata (Biblicum), “una delle più antiche incisioni del nome della Città Santa”

L'iscrizione che menziona Yerushalaim su una colonna del I secolo a.C. esposta al Museo d'Israele a Gerusalemme (foto Yonatan Sindel/Flash90)

“Si tratta di uno dei casi più antichi e anche un po’ più sicuri fin qui rinvenuti”: così padre Eugenio Alliata, professore e archeologo, direttore del Museo dello Studium Biblicum Franciscanum, commenta al Sir l’antica iscrizione lingua aramaica rinvenuta su una colonna (alta 81 cm, con un diametro di 47,5 cm.) risalente al periodo del Secondo Tempio giudaico, sotto il regno di Erode il Grande, che menziona Gerusalemme con il toponimo “Yerushalaim”, proprio come lo scrivono gli ebrei oggi. L’iscrizione, scoperta lo scorso inverno vicino a Binyenei Hauma, il centro congressi internazionale di Gerusalemme, recita integralmente: “Hananiah, figlio di Dodalos da Gerusalemme”. “Normalmente – spiega l’archeologo francescano – Gerusalemme si trova scritto senza la ‘i’, non Yerushalayim ma Yerushalem o Shalem, anche se si pronuncia come se l’avesse, cioè Yerushalayim. In quasi tutte le lingue del mondo questa lettera ‘i’ non c’è. Sono rari i casi in cui la ‘i’ viene riportata nei toponimi come in questa colonna” che dal 10 ottobre è esposta al Museo di Israele. Una rarità confermata anche dal fatto che nell’Antico Testamento il nome della Città Santa appare 660 volte ma solo 5 volte con l’ortografia Yerushalaim, (in Geremia, Ester e nelle Cronache).

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