Giornata alimentazione: Azione contro la Fame Italia, “strettissimo e devastante legame tra guerra e malnutrizione”

“La guerra crea fame e la fame scatena conflitti”. A parlare è Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame Italia. In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra domani, Garroni afferma che i dati del rapporto stilato dall’associazione “confermano un legame strettissimo e devastante tra guerra e fame. Se i governi e le istituzioni sovranazionali non riusciranno a ridurre i conflitti e a garantire il rispetto dei principi stabiliti dal diritto internazionale umanitario vedremo crescere ulteriormente il numero di persone che soffrono la fame, vanificando i progressi faticosamente conquistati in questi ultimi 15 anni”. L’attività dell’associazione, che è presente da quasi quarant’anni in circa 50 Paesi del mondo, ha fornito numerose prove del rapporto bilaterale tra guerra e fame: da una parte le guerre distruggono mercati e mezzi di sostentamento e producono spostamenti massicci che innescano un elevato rischio di insicurezza alimentare; dall’altra, l’insicurezza alimentare e la competizione per le risorse naturali o il cibo è all’origine di gran parte dei conflitti attivi oggi nel mondo. In base ai dati del rapporto, oggi un Paese su quattro ha un conflitto in corso; sei persone su dieci che soffrono la fame vivono in un Paese in conflitto. Non solo: 122 dei 151 milioni di bambini colpiti da malnutrizione cronica vivono in un Paese in conflitto. In 24 Paesi su 46 con conflitti attivi, la prevalenza di malnutrizione acuta è superiore al 30% e il 77% dei conflitti ha all’origine l’insicurezza alimentare della popolazione. Il rapporto di Azione contro la Fame Italia riferisce, inoltre, che nel 2017 è stato superato il record di sfollati dalla seconda guerra mondiale, con 66 milioni di persone: più della metà sono sfollati a causa della violenza, una cifra che si è raddoppiata tra il 2007 e il 2015. “Esiste, inoltre, una dimensione del problema che non bisogna dimenticare – sottolinea Garroni -. L’uso crescente della fame come arma di guerra, attraverso l’assedio sistematico di civili, l’attacco alle infrastrutture di base per l’acqua e il sostentamento, il blocco degli aiuti umanitari. Si tratta di una tendenza in aumento in conflitti sempre più spesso combattuti da gruppi armati con poche risorse militari, che trovano quindi nella fame un’arma di guerra molto economica e praticabile”.

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