Mafie: Parrulli (comandante Carabinieri), “la cultura va riportata nei luoghi da dove è stata portata via”

“La cultura va restituita, va riportata nei luoghi da dove è stata portata via”. Così il generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante del Nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, ha sintetizzato l’attività di questo corpo speciale, nato proprio nel 1969, pochi mesi prima del furto della “Natività” del Caravaggio. “Prevenzione e repressione”: questi – ha spiegato il generale, intervenendo ad un incontro promosso oggi a Roma, presso la “Sala del Vasari” di Palazzo della Cancelleria, dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale –  i due versanti di impegno nel Nucleo dell’Arma, che monitora anche il commercio “on line”, canale attraverso il quale sono sempre più vendute le opere d’arte, “per evitare che vengano immesse sul mercato in modo illecito opere di dubbia provenienza”. C’è poi l’opera di “sensibilizzazione culturale” su quanto sia importante tutelare il territorio e l'”attività di diplomazia culturale” svolta in tutto il mondo “per rientrare in possesso della bellezza che ci è stata sottratta”. Uno strumento utilissimo, in questo senso, è il “data base” dell’Arma dei Carabinieri relativo ai beni culturali, “il più grosso del mondo, che contiene le schede di più di 1.200.000 opere, in modo da riconoscerle, identificarle e quindi restituirle”. Un modello, quello del “data base” dell’Arma, “esportato in tutto il mondo, visto che il reato che riguarda i beni culturali è transnazionale e riguarda opere che, una volta rubate, iniziano a circolare da un Paese verso altri Paesi”.  “Abbiamo a disposizione più di 6 milioni di informazioni per capire qual è il sistema delle organizzazioni criminali per immettere nel mercato clandestino le opere d’arte”, ha reso noto Parrulli, citando le attività del suo nucleo – impegnato anche nel ritrovamento del quadro più ricercato al mondo, la “Natività” del Caravaggio – che hanno fatto seguito al terremoto del 2016 nel Centro Italia: “Stiamo mettendo in sicurezza più di 20mila opere nel territorio compreso tra Marche, Umbria e Lazio”. In Iraq, infine, il Nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri sta svolgendo “attività di addestramento e formazione, ma anche di consulenza e assistenza, per prevenire i crimini, soprattutto archeologici, che le organizzazioni jihadiste compiono in quella regione, finanziandoli anche con proventi illeciti di vendita di beni culturali”, ha concluso il generale.

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