Mafie: Strinati (storico dell’arte), “spesso il male è frutto di stupidità, ignoranza e disaffezione”

“Quando è stata rubata la Natività del Caravaggio, subito gli esperti pensarono che ci fosse di mezzo la mafia, ma quello che è successo dopo ha fatto diventare il furto del quadro il simbolo stesso dell’offesa ad un bene artistico”. A ricordare il 18 ottobre del 1969, cinquant’anni dopo, è stato Claudio Strinati, storico dell’arte e uno dei massimi esperti del Caravaggio, intervenuto all’incontro promosso oggi a Roma, presso la “Sala del Vasari” di Palazzo della Cancelleria, dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Studiavo all’università e quel furto mi fece una grande impressione”, ha raccontato Strinati ad una platea di studenti romani: “Si tratta di un grande richiamo alla coscienza di tutti, perché è un furto che in un primo tempo è avvenuto nell’ignoranza e nella balordaggine, non a causa di una volontà fosca del male. Può sembrare un episodio marginale e invece sovente il male è frutto di stupidità, di ignoranza e di disaffezione”. “Chi rubò il quadro non sapeva cosa stava facendo”, ha detto Strinati a proposito dei ladri sprovveduti che hanno rubato la tela dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, “dove era stata ben conservata per oltre tre secoli: gli studiosi dell’epoca ricordano il quadro in ottime condizioni di conservazioni. Non era vigilato, ma non era disturbato da nessuno”. Essendo una pala d’altare di quattro metri, i ladri hanno deciso di tagliarla ai bordi per riuscire a trasportarla, visto che non era facile staccarla dal telaio. “Poi si sono accorti che anche la tela era pesantissima, e l’hanno arrotolata senza nessun criterio, come se fosse un grosso tubo, con il colore all’interno”. Da qui i gravi danni alla tela, probabilmente constatati anche dall’antiquario svizzero che l’aveva visionata quando il quadro era entrato in possesso del capomafia di allora. Proprio in quanto rovinato in molte parti, il quadro di Caravaggio è stato quindi tagliato e i suoi frammenti sparsi in varie parti del mondo. “Recupereremo mai i frammenti del quadro che è stato scomposto?”, si è chiesto Strinati: “Quando l’opera viene smembrata, perde il suo senso più profondo, e il destino dell’oggetto è irrimediabilmente compromesso. Fare del male non ne vale la pena”.

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