Migrazioni: Stamoulis (Fao), “servono politiche che massimizzino gli aspetti positivi e minimizzino quelli negativi”

Servono politiche che “permettano di avvalerci delle opportunità che le migrazioni offrono a tutti”. Lo ha affermato Kostas Stamoulis, direttore generale aggiunto per lo Sviluppo economico e sociale della Fao, per il quale è urgente “adottare politiche che massimizzino gli aspetti positivi delle migrazioni e minimizzino quelli negativi”. Le migrazioni “non sono il problema, ma parte della soluzione”, ha scandito presentando i dati del Rapporto sullo “Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2018” (Sofa). “I movimenti delle persone non riguardano solo quelli dai Paesi in via di sviluppo a quelli sviluppati, ma anche quelli interni, da zone urbane a rurali e viceversa”, ha ricordato Stamoulis evidenziando che “i flussi cambiano la composizione delle aree di origine, la quantità di forza lavoro, le fonti di reddito delle famiglie e favoriscono lo scambio di idee e di cultura”. Non si tratta, ha spiegato, “di accelerare o ridurre i flussi migratori, ma di capitalizzare i benefici economici”. Nel suo intervento, il direttore generale aggiunto per lo Sviluppo economico e sociale della Fao, si è quindi soffermato sulle rimesse che, ha rilevato, “non servono solo ai beneficiari diretti, ma creano un indotto nelle zone rurali e un effetto virtuoso che va al di là delle singole famiglie”. Le rimesse (nel Rapporto sono illustrati dati che riguardano Zimbawe, Bangladesh, Etiopia, Ghana e Indonesia), ha concluso, “rappresentano una fonte di reddito utilizzabile per fare acquisti, investimenti, ma anche per favorire programmi di educazione e sanità oltre che per le attività agricole”.

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