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Ponti di pace: al-Tayyib (al-Azhar), “il terrorismo non può essere l’operato di un popolo credente”

(dall’inviata a Bologna) – “Il terrorismo che getta nel panico coloro che vivono in pace e li priva della sicurezza, non può essere l’operato di un popolo credente. Questo comportamento è sicuramente opera di un gruppo di persone che sono facili preda di disinformazione, di lavaggio del cervello, del commercio delle coscienze e anime”. Chiara condanna di ogni forma di terrorismo e fondamentalismi è stata espressa da Ahmad al-Tayyib, grande imam dell’Università sunnita al-Azhar (Egitto), intervenendo ieri pomeriggio all’Incontro internazionale “Ponti di pace” che si è aperto a Bologna. Il grande imam ha parlato di una “crisi del mondo contemporaneo, una crisi intellettuale, psicologica, sociale che altro non è – ha detto – che un prodotto della madre di tutte le crisi e, cioè, la crisi della pace, del commercio delle armi, delle guerre tra popoli”. Le società – ha quindi aggiunto – sono attraversate oggi da “violenza e odio, nascosto e manifesto. Mi è chiaro che i germi di questa crisi risiedono nella politica della discriminazione raziale, di una nuova discriminazione raziale, un uso spregiudicato della forza per distruggere l’altro solamente perché è diverso della nostra cultura e diverso con la sua civiltà rispetto alla nostra”. Ma questo atteggiamento è contrario alla vita religiosa. “La mia religione e le letture dei testi sacri – ha detto al-Tayyib – mi portano a credere con certezza che Dio l’Altissimo ha creato gli uomini diversi per razza, colori, lingue, credenze e modi di pensare. Ha codificato che questi uomini rimarranno diversi fino alla fine dei tempi pur chiedendo loro di conoscersi gli uni e gli altri per costruire questo mondo affinché lo custodiscano. Dio li ha creati diversi affinché le culture si rispettino e possano collaborare tra di loro, affinché ogni cultura possa tutelare la propria identità pur dialogando in modo costruttivo”. “Rivolgo un caro saluto a Papa Francesco”, ha quindi concluso il grande imam, “per la sua attenzione e il suo impegno a favore dei poveri e dei diseredati del mondo. Concludo invitando tutti gli amanti del bene e della pace ad adoperarci per diminuire le sofferenze dei popoli, per sollevare dalle loro sorti coloro che soffrono e illuminare la via della pace affinché tutti possano godere della pace e dell’amore”.

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