Donne: Rodríguez (Upra), “bisogna portare la loro voce nella Chiesa, non perché sia migliore di quella maschile ma semplicemente perché manca”

“Bisogna portare la voce delle donne nella Chiesa, non perché sia migliore di quella maschile, ma semplicemente perché manca”. Ne è convinta Marta Rodríguez, direttrice Istituto di studi superiori sulla donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Upra) e responsabile Ufficio Donna del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che abbiamo intervistato a margine del convegno “ll ruolo della donna nella società”, promosso il 23 ottobre alla Pontificia Università Lateranense. “Papa Francesco insiste molto sulla necessità che tutta la Chiesa valorizzi il contributo femminile”, spiega Rodríguez che, quale responsabile dell’Istituto di studi del Regina Apostolorum, ritiene il tema “donna nella Chiesa” come “una punta di lancia che chiama ad un rinnovamento che va oltre la questione stessa della donna perché ci costringe ad una riflessione sul ruolo dei laici”. Un tema da approfondire “nello spirito della ‘Lumen gentium'” perché “attraverso la condivisione dello stesso battesimo tutti costituiamo il popolo di Dio e il corpo mistico della Chiesa”. Secondo la docente, la “Lettera alle donne” e la “Mulieris dignitatem” contengono “un tesoro di visione dell’uomo e della donna ancora non sufficientemente sviluppato a livello antropologico”. Di qui la necessità di educare uomini e donne “alla capacità di accogliere l’altro nella sua alterità offrendo ciò che siamo senza imporlo all’altro e senza averne paura” e questo vale per sacerdoti, religiose, donne che lavorano nelle strutture ecclesiali. Occorre insomma “un’educazione a crescere nel rapporto reciproco, nella consapevolezza che la presenza dell’uno non toglie forza all’altro ma al contrario lo rafforza e valorizza. Si tratta – conclude – di una grande opportunità per la Chiesa, che ha parlato molto delle donne ma non sempre ha parlato ‘con’ le donne”.

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