Ecumenismo: Sviatoslav Schevchuk, Chiesa ucraina e occidentale “hanno tanto da condividere”

“Abbiamo visto la nostra Chiesa annientata, crocifissa, negata, a volte sconsacrata, ma poi abbiamo visto la Risurrezione: per questo dobbiamo testimoniare quello che abbiamo visto con gli occhi e toccato con le mani”. È questa la missione della Chiesa greco-cattolica ucraina per il suo capo e padre, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, che ha chiesto conferma di questo a Papa Francesco. “Alla domanda sul perché il Signore ci avesse fatto risorgere, il Papa mi ha risposto che forse è perché la nostra Chiesa ha una missione particolare”. Intervenendo alla presentazione di “Dimmi la verità”, il libro-dialogo edito da Cantagalli di cui è autore con don Paolo Asolan, docente all’Università Lateranense, Schevchuk ha sottolineato che la Chiesa ucraina e quella occidentale “hanno tanto da condividere, per capire la nostra missione ed essere testimoni autentici”. “A fronte di tante cose che sono accadute questi giorni e di ricostruzioni storiche, conoscere la storia della Chiesa greco-cattolica ucraina può servire a mettere un punto nella fede che è la comunione con il Vescovo di Roma”, ha osservato don Asolan, per il quale è stato particolarmente significativo che l’evento di presentazione del volume (che ha la prefazione del cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna) si sia tenuto “a pochi passi dalla tomba di Pietro, dalla Basilica e da tanti palazzi del Vaticano”.

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