R. D. Congo: Unicef, “preoccupazione per la situazione di 80mila bambini tornati nel Paese”

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Dall’1 ottobre 300mila cittadini congolesi hanno fatto ritorno dall’Angola nella Repubblica Democratica del Congo. Tra questi vi sono almeno 80mila bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Lo afferma l’Unicef, che teme un’ulteriore crisi in un Paese che sta già affrontando diversi conflitti e un’epidemia di Ebola. “Migliaia di bambini stanno percorrendo ampie distanze, esposti a intemperie, fame, insicurezza e rischio di violenza – dichiara Gianfranco Rotigliano, Rappresentante Unicef in Repubblica Democratica del Congo -. Questi bambini hanno limitato accesso ad acqua sicura e assistenza sanitaria e non ricevono istruzione. Siamo molto preoccupati per le condizioni loro e delle famiglie”. A peggiorare il ritorno dei bambini e delle famiglie, un brusco aumento del prezzo dei generi alimentari di base in alcune aree, che potrebbe portare ad un aumento dei casi di malnutrizione tra i bambini. Nelle ultime settimane la maggior parte degli arrivi sono avvenuti nella provincia del Kasai, nonostante molti bambini e le loro famiglie siano tornati nelle provincie circostanti, comprese Kasai Centrale e Kwango. L’Unicef e i suoi partner hanno condotto un’indagine sui bisogni umanitari a Kamako, nella Provincia del Kasai, dove si trova la maggior parte di coloro ritornati, e si sta preparando a supportare i bambini e le loro famiglie attraverso l’installazione di punti per l’acqua potabile e di rifugi di emergenza in 27 siti per accogliere la popolazione nel Kasai. È prevista la distribuzione di 227mila zanzariere per prevenire la malaria, vaccinazioni preventive contro il morbillo per i bambini tra i 6 e i 59 mesi, la costruzione di spazi per l’apprendimento per i bambini in età scolare e l’identificazione e la riunificazione dei bambini non accompagnati.

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