China Forum: Friedman (giornalista Usa), “per prevenire catastrofe climatica non c’è più tempo da perdere”. Jisi (Peking Univ.), “civiltà ecologica entrata in discorso politico”

“Padre Ricci è stato un esempio della cultura dell’incontro nel XVII secolo in Cina”, afferma John DeGioia, presidente Georgetown University, nel suo saluto all’evento pubblico sulla crisi ecologica globale che ha preso il via questa sera nella sede de “La Civiltà Cattolica” nell’ambito del “China Forum for Civilization dialogue”, piattaforma di dialogo e riflessione promossa dalla più antica università cattolica e più grande università gesuita degli Usa insieme con la prestigiosa rivista dei gesuiti. Presenti, fra gli altri, gli arcivescovi Silvano Tomasi, Vincenzo Paglia e Paul Tighe. Thomas Friedman, giornalista e scrittore, vincitore tre volte del premio Pulitzer, sostiene di appartenere alla generazione dei babyboomers, la prima generazione di adulti a confrontarsi con i cambiamenti climatici. “Presto nel mondo ci saranno 8 miliardi di persone”, spiega chiedendosi come persuadere un americano medio a cambiare stile di vita. “C’è solo una cosa più grande di Mother Nature (madre natura) – avverte -: è Father Greed (padre ingordigia)”, e “se non si inizia parlare con le persone, esse continueranno ad ascoltare il proprio stomaco. Non c’è più tempo da perdere per prevenire la catastrofe climatica”. Per Wang Jisi, decano della Scuola di studi internazionali della Peking University, “in Cina la civiltà ecologica ha fatto ingresso nel discorso politico e negli obiettivi nazionali” mentre fra la popolazione sta crescendo l’attenzione per i cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente. La Cina, assicura, “è un Paese che si sta impegnando in un percorso di sviluppo sostenibile”.

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