Diritti umani: Guerra (Messico), “ripensare l’universalità“

“Al di là del ricordo storico, occorre ripensare l’universalità dei diritti”. Ne è convinto Rodrigo Guerra López, direttore del Centro de Investigación Social Avanzada di Querétaro, in Messico, per il quale “mentre subiamo pressioni che spingono ad affermare diritti basati sulle differenze, i cristiani, attraverso la loro cultura, possono dire che le differenze possono essere abbracciate nella persona”. Parlando della prospettiva latinoamericana sui diritti umani alla Conferenza internazionale “I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni” organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dall’Università Gregoriana, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale e del 25° anniversario della Dichiarazione di Vienna e Programma d’Azione, Guerra ha fatto riferimento alla presenza europea in America Latina e al periodo della colonizzazione per affermare che “i diritti sono universali perché riguardano la persona che “non è un concetto o una rappresentazione astratta, ma si riferisce sempre alla sostanza individuale di natura razionale”. “Ogni essere umano ha un valore elevatissimo non perché appartiene alla specie umana, ma perché è un caso unico e irripetibile di animale razionale”, ha spiegato Guerra sottolineando che “l’irripetibilità fa sì che ognuno abbia la propria dignità che deve essere rispettata da tutti”.

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