Giuseppe Fanin: Rossini (Acli), “un credente impegnato a favore dei lavoratori più umili”

“È doveroso per le Acli rievocare la figura di questo credente, impegnato a favore dei lavoratori più umili, in una terra difficile per i cattolici che lavoravano nel sindacato come era l’Emilia Romagna dei primi anni del dopoguerra”. Lo ha detto il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, parlando, ieri, del Servo di Dio Giuseppe Fanin, a 70 anni dalla sua tragica morte a soli 24 anni, nella sala consiliare di San Giovanni in Persiceto (Bologna). “Le Acli sono vive – ha aggiunto Rossini – e così l’Italia, grazie al sacrificio di uomini capaci di avere una visione e di saperla difendere anche quando i pericoli suggerirebbero più prudenza. Ma come è scritto sul cippo a lui dedicato, Fanin aveva accettato anche la strada bagnata dal sangue, perché è quella che porta sicura alla mèta”. Dopo che il sindaco della cittadina emiliana, Lorenzo Pellegatti ha annunciato che il 19 gennaio verrà proiettato, nella stessa sala consiliare, il film sulla vita di Fanin e sarà possibile incontrare i suoi familiari, il presidente nazionale di Acli Terra, Antonino Ziglio, ha affermato la necessità di trasmettere a chi viene dopo di noi le esperienze anche dei cosiddetti “santi minori”. “L’impegno politico di Acli Terra è legato anche al riscatto sociale della classe contadina”. “Noi di Acli Terra abbiamo una responsabilità: attualizzare il pensiero di Fanin, soprattutto in tema di diritto al cibo e all’acqua per tutti e alla salvaguardia dell’ambiente”. L’iniziativa si è conclusa con l’intervento di mons. Giovanni Silvagni, vicario generale dell’arcidiocesi di Bologna, che ha parlato del razzismo, della piaga del caporalato, del lavoro nero e della povertà legata allo sfruttamento dei più deboli.

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