Global Compact: card. Parolin, “impegno urgente da comunità internazionale per pace, sviluppo, integrazione migranti”. Ampliare “canali regolari e sicuri”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Impegno per la pace e lo sviluppo; impegno per l’integrazione. Per la Santa Sede sono questi, all’interno del Global Compact for Migration al quale la stessa Santa Sede ha offerto un significativo contributo, i compiti “tra i più fondamentali e indispensabili” per una risposta adeguata della comunità internazionale “alle sfide e alle opportunità” poste dai “flussi migratori in aumento”. Così il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, capo della Delegazione della Santa Sede, nell’intervento pronunciato ieri al primo Dialogo della Conferenza intergovernativa “Adopt the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration” che si chiude oggi a Marrakech (Marocco). Con riferimento al primo impegno, il card. Parolin richiama il n. 13 del Global Compact: “Dobbiamo lavorare insieme per creare condizioni che consentano a comunità e individui di vivere in sicurezza e dignità nei loro paesi”. Pertanto, “devono essere elaborate risposte adeguate ai fattori negativi della migrazione, in particolare conflitti violenti ed estrema povertà”. I migranti devono inoltre “essere accolti e trattati con dignità”, afferma in riferimento all’integrazione. Come stabilito nel Global Compact, “indipendentemente dallo status, dovrebbero essere garantiti secondo le procedure e ricevere una valutazione individuale che determinerà il loro status”. Nel caso di bambini e vittime della tratta, queste misure “sono cruciali”. Di qui l’esortazione a “dare la preferenza alle politiche che favoriscano il ricongiungimento familiare e a prevenire la loro separazione durante il processo migratorio”, mentre occorre “porre fine alla pratica della detenzione, in particolare dei minori”. Questi due obiettivi “richiedono una risposta urgente da parte della comunità internazionale. Poiché le migrazioni, anche le migrazioni di massa, continueranno molto probabilmente nei prossimi anni, riteniamo necessario – ha concluso il segretario di Stato – ampliare i canali regolari e sicuri dell’emigrazione attraverso politiche generose e responsabili, ispirate dalla solidarietà e dalla corresponsabilità”.

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