Media e immigrazione: Carta di Roma, “sui tg più spazio ai protagonisti ma per attacchi razzisti e caporalato”

Immigrati, rifugiati e richiedenti asilo hanno voce, nei tg del 2018, nel 16% dei servizi relativi all’immigrazione. Un dato in controtendenza rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti (7% nel 2017). Il guaio è che sono protagonisti principalmente in due contesti: le aggressioni e gli attacchi di matrice razzista e le notizie relative al caporalato e allo sfruttamento lavorativo. Il dato emerge dal VI rapporto dell’Associazione Carta di Roma realizzato con l’Osservatorio di Pavia e presentato oggi a Roma. Migrazioni e protagonisti del fenomeno hanno avuto ampio spazio nelle edizioni del prime time dei telegiornali delle sette reti generaliste italiane (Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto e TgLa7). Nel 2018 la visibilità del fenomeno rimane molto elevata, 4.068 notizie in 10 mesi, 300 in più rispetto allo stesso periodo del 2017; guardando all’agenda complessiva dei notiziari, è presente nel 10% dei servizi (fino al 2016 il valore si attestava intorno al 5%).  Non esiste una correlazione netta tra il numero delle notizie e l’aumento della paura verso gli immigrati: una elevata esposizione del fenomeno – come nel 2015 – non corrisponde a un incremento dell’insicurezza, anzi nel mese di giugno del 2018 c’è un lieve calo della paura nei confronti dei migranti. Il 41% dei cittadini (2 punti percentuali in meno rispetto al 2017) ritiene che immigrati e migranti costituiscano una minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico, in ragione delle difficoltà legate all’inclusione sociale e allo stato di povertà e disagio in cui versano coloro che giungono in Italia. Il 43% delle notizie ha un riferimento esplicito a una dichiarazione o a un’azione politica. Nel 2018, a differenza degli anni precedenti, la dimensione securitaria prevale su quella della criminalità. In 6 servizi su 10 si parla, per esempio, di: controlli alle frontiere, verifiche della regolarità dei permessi di soggiorno e dei documenti, proposte per l’applicazione di misure più restrittive in merito alla concessione del diritto di asilo per motivi umanitari, operazioni “spiagge sicure” e “strade sicure”.

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