Parlamento Ue: a Strasburgo Brexit, migrazioni e bilancio. Weber, “Brexit ci dice che è meglio riformare l’Ue che lasciarla”

Strasburgo: Guy Verhofstadt. Nell'altra foto, Anneleen Van Bossuyt

(Strasburgo) “Cosa ci dice il Brexit? che è meglio riformare l’Unione europea, piuttosto che lasciarla”. Manfred Weber, tedesco, capogruppo dei Popolari al Parlamento europeo di Strasburgo, commenta così i fatti che accadono in queste ore a Londra, con governo e parlamento nel caos sull’accordo di recesso dall’Ue. Weber insiste: “Il backstop è una clausola necessaria per evitare il risorgere delle frontiere tra le due Irlande”. “Il Regno Unito ha scelto di uscire dall’Ue: uscendo dal club europeo se ne perdono i vantaggi. Nel futuro vedo un rapporto come quello con la Norvegia”. Dunque accordi commerciali, ma l’isola sarà fuori dall’Europa comunitaria. “I 27 sono più uniti che mai sul Brexit, mentre a Londra vediamo ciò che accade”. Sulla stessa linea interpretativa Guy Verhofstadt, belga, leader dei Liberali: “Il Brexit è un prodotto dell’estrema destra e del nazionalismo. A Londra c’è completo disordine. Non rinegoziamo il backstop” per salvaguardare l’Irlanda e la pace sull’isola verde. Fra i temi dibattuti in queste ora a Strasburgo rimangono migrazione e bilancio Ue. Sul primo tema udo, tedesco, capogruppo dei Socialisti e democratici, insiste sulla necessità di “riformare Dublino”, come indicato dal Parlamento europeo, e lancia un messaggio ai 27 leader Ue che si ritroveranno giovedì e venerdì a Bruxelles: “È il tempo del coraggio, non siate miopi”.
Sul bilancio pluriennale Ue una voce fuori dal coro è quella dei Conservatori (Ecr), cui da voce l’eurodeputata belga Anneleen Van Bossuyt: “Con l’uscita del Regno Unito, quindi con un Paese in meno, il bilancio Ue dev’essere ridotto”. E sulle migrazioni afferma: “No al Global Compact. Servono azioni per controllare i flussi migratori”. Nessuna solidarietà ai Paesi più esposti ai flussi.

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