Agroalimentare: esportazioni di prodotti a indicazione geografica per 8,8 miliardi. Ma Ismea lancia l’allarme,”Made in Italy alimentare è sotto attacco”

Le produzioni agroalimentari a denominazione geografica (Dop, Igp, Stg), continuano a guadagnare spazi nel mondo. Stando al Rapporto Ismea-Qualivita 2018, presentato oggi a Roma, l’indagine annuale che analizza i valori economici e produttivi della qualità delle produzioni agroalimentari e vitivinicole d’eccellenza, l’export delle Ig italiane raggiunge gli 8,8 miliardi di euro (+4,7%) pari al 21% dell’export agroalimentare italiano. Ma questi prodotti sono anche molto richiesti nel mercato interno: basta pensare che i consumi nella Gdo continuano a mostrare un andamento positivo con una crescita del +6,9% per le vendite food a peso fisso e del +4,9% per il vino.
“A distanza di 16 anni dalla prima presentazione del rapporto Ismea-Qualivita sulle Dop e Igp – ha spiegato Raffaele Borriello, direttore generale dell’Ismea – abbiamo assistito alla crescita esponenziale di un sistema, oggi vero e proprio traino della crescita dell’agroalimentare italiano e fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo. Quello delle Ig, è solo uno dei primati italiani. La nostra agricoltura è prima in Europa per valore aggiunto, per numero di aziende biologiche, e ai primissimi posti per l’export mondiale di prodotti come il vino, la pasta e l’olio”. Ma Borriello ha aggiunto: “Proprio oggi con la risoluzione sui cibi insalubri, il made in Italy è sotto attacco in sede Onu. Un attacco, senza precedenti al nostro sistema economico che necessita di una risposta unanime e compatta di tutto il Paese: mondo agricolo, istituzioni e industria alimentare”.

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