Attentato a Strasburgo: mons. Ravel (vescovo), “profondo malcontento popolare ci dividerà o sapremo reagire insieme contro la cieca violenza?”

“Vorrei contestualizzare questa violenza del terrorismo nell’ambito della più generale rabbia che si è manifestata nei giorni precedenti con il fenomeno dei gilet gialli. Sono l’espressione di un profondo malcontento popolare che attraversa oggi il nostro Paese. Vorrei chiedere: questa rabbia ci dividerà o sapremo reagire insieme contro la cieca violenza?”. Così l’arcivescovo di Strasburgo, mons. Luc Ravel, in un’intervista al Sir. “La Francia non è unita. Tutto il movimento dei gilet gialli ha dimostrato che il nostro Paese è attraversato da profonde fratture – spiega -. La questione è: queste fratture aumenteranno con questi attentati terroristici o al contrario, questi attentati ci spingeranno ad unirci per lottare contro persone il cui unico obiettivo è agire sulla psicologia collettiva, diffondere la paura, dividerci ancora di più. Questo è l’obiettivo del terrorismo”. Il vescovo condanna “ancora una volta e sempre in maniera netta e rigorosa, ogni legame tra Dio e il terrorismo, che non ha matrice religiosa. È pura e perversa ideologia”. Per mons. Ravel, “le religioni non sono fattori di divisione. Purtroppo ci sono politici che pensano che le religioni siano fattori di discordia, di odio e di guerra. Non è così”. “Vorrei dire all’Europa di non utilizzare la questione dei migranti – che è una questione serie per tutti i Paesi europei oggi – sull’onda del terrorismo islamista. Perché ciò potrebbe portarci su derive violente, sovraniste, populiste. È un rischio. Ho già sentito dichiarazioni che vanno in questa direzione – conclude il vescovo -, da parte di uomini e donne politici di estrema destra e di estrema sinistra. C’è una questione dei migranti che è seria ma attenzione a non strumentalizzarla alla luce del terrorismo”.

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