Attentato a Strasburgo: veglia di preghiera. Mons. Ravel, “sarà il bene ad avere l’ultima parola” non “i demoni” del male e della divisione

“Sarà il bene ad avere l’ultima parola”. E’ un invito a non dare ragione al male, a resistere ai malvagi e alla ferocia delle loro azioni il messaggio che l’arcivescovo di Strasburgo, mons. Luc Ravel, ha lanciato questa sera, nel cuore della città, nell’omelia pronunciata in cattedrale alla veglia di preghiera per le vittime e i feriti dell’attentato dell’11 dicembre. Presente in cattedrale il sindaco di Strasburgo e le autorità politiche locali, nonché i rappresentanti delle Chiese cristiane e tantissimi cittadini, molti dei quali martedì sera hanno vissuto in diretta le terribili scene dell’attentato. A loro l’arcivescovo Ravel ha detto: “La nostra sfida attuale è quella di proteggere quei piccoli semi di bellezza e bontà che sono già ammirevolmente presenti e spesso discreti. Penso a quei gesti di solidarietà che si sono visti la sera dell’attentato: ai ristoranti e alle attività commerciali che hanno accolto centinaia di persone per proteggerle. Penso agli operatori sanitari, alle forze di sicurezza, alla polizia e ai gendarmi, ai soldati e ai vigili del fuoco, che hanno agito con ammirevole generosità e abilità”.

“Il bene si guadagna se non ci lasciamo intrappolare dai vecchi demoni”, ha proseguito l’arcivescovo. “Penso ai recenti episodi di antisemitismo commessi nel nome di una ‘fede’ nazista che segna le tombe per deridere i morti e i vivi. Quello è un vecchio demone. Penso alla strumentalizzazione politica che, con questo attacco, avvelenerà ancora la vera questione dei migranti. Ecco un altro vecchio demone. Penso alla semplificazione riduttiva di coloro che vedono le religioni come inevitabili fonti di divisione. Ecco un altro vecchio demone. Sto pensando alla manipolazione della rabbia sociale che sta emergendo nel nostro Paese. Il terrorismo colpisce oggi una Francia stremata dalle lotte sociali”. L’arcivescovo chiede quindi una preghiera perché, con “l’aiuto di Dio”, “questi demoni siano cacciati” e la Francia ritrovi la sua “unità” tessendo legami di fraternità “tra persone e persone, comunità e comunità”.

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