Tragedia in discoteca a Corinaldo: mons. Rocconi (Jesi), “cambiare linea educativa, gli adulti manifestino tenerezza e prossimità”

“Oggi si va alla ricerca delle responsabilità, delle regole non osservate, delle cause. Certo, la giustizia deve fare il suo percorso. Ma in ogni caso credo che in questa occasione sia necessario tanto silenzio”. Lo scrive il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, nel suo messaggio di Natale, riferendosi alla tragedia in discoteca verificatasi, nelle scorse settimane, a Corinaldo. Ricordando che “anche i giovani, ultimi in tante situazioni, devono essere i destinatari di un grande amore”, il presule invita a interrogarci: “Permettiamo di far entrare in cuore tanta inquietudine, non limitiamoci a uno sfogo, gridando che non si può morire così a 15 anni”. Il vescovo avanza una domanda: “Come amare questi giovani, come essere loro vicini, come ascoltare il loro grido di aiuto senza dare risposte facili o di comodo?”. “Forse in questo momento è importante tacere e pensare, interrogarsi, far crescere la consapevolezza che qualcosa, o forse tanto, non va… insomma abbiamo bisogno di una svolta. E la svolta è quella dell’amore”, risponde. Guardando al Natale, mons. Rocconi afferma che “contempliamo il Signore che non usa parole violente, non si esprime con urla, semplicemente tende la mano, anzi offre un abbraccio”. “Si fa piccolo, umile, si fa accanto, anzi si mette sotto, si fa bambino, si fa agnello che prende su di sé il male di tutti”. Tornando alla vicenda di Corinaldo, alla luce del Natale, il vescovo esclama: “Chissà che le nostre risposte, la nostra linea educativa, la nostra proposta non debba diventare sempre più così, come quella di Gesù! Chissà che i fatti di Corinaldo anzitutto non dicano che dobbiamo essere noi adulti a cambiare. Chissà che tanta rabbia dei giovani non dica che dobbiamo rinnovarci noi adulti. Chissà che il gridare che i giovani non hanno valori, in realtà, ci debba far concludere che la nostra vita di adulti deve tornare a manifestare tenerezza, accoglienza, prossimità”.

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